Morto nel sacco a pelo, indagini nei Comuni: si cercano ultra 60enni scomparsi

Morto nel sacco a pelo, indagini nei Comuni: si cercano ultra 60enni scomparsi
Morto nel sacco a pelo, indagini nei Comuni: si cercano ultra 60enni scomparsi
di Patrizio Iavarone
Domenica 21 Agosto 2022, 11:21
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A tre settimane dal ritrovamento del cadavere lungo la strada che porta a Castrovalva, piccola frazione di Anversa degli Abruzzi, in provincia dell'Aquila, il mistero continua ad avvolgere la vicenda. I passi avanti fatti dagli inquirenti sono al momento pochi, fermo restando lo stretto riserbo nelle indagini. L’unico elemento di novità è rappresentato dal fatto che la vittima, che ad oggi resta senza un volto e un’identità, non era probabilmente un pregiudicato: dall’esame autoptico eseguito all’ospedale di Chieti si è riusciti a ricavare le impronte digitali della vittima che, però, confrontate nella banca dati delle forze dell’ordine non hanno trovato alcun riscontro.

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I CONTROLLI Quell’uomo di età avanzata non è censito insomma tra coloro che hanno avuto a che fare in un modo o nell’altro con le forze di polizia, incluso la possibilità che sia un extracomunitario sbarcato magari in qualche viaggio della speranza via terra o via mare. Per questo, ora, gli inquirenti stanno ampliando la platea delle possibilità, procedendo Comune per Comune, a partire da Anversa degli Abruzzi dove il controllo all’anagrafe è stato fatto già da tempo, per verificare tutte le residenze effettive e lo stato in vita di tutti gli uomini oltre i 60 anni di età. Operazione, non semplice, che sta interessando i Comuni della zona e che diventerebbe complicatissima se si dovesse optare per ampliare la ricerca anche fuori zona o addirittura regione.

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GLI ALLEVAMENTI L’ipotesi del pastore straniero non convince gli inquirenti, tant’è che non sono stati eseguiti controlli specifici sulle aziende di allevamento. Ma la categoria ha reagito: «È il solito pregiudizio, secondo cui i pastori sono la causa di tutti i mali – commenta il presidente della Rete Appia, Nunzio Marcelli – da noi non c’è stato nessun controllo da parte dei carabinieri sul personale in servizio e d’altronde è una verifica non difficile, visto che siamo rimasti in poco più di trenta nel Centro Abruzzo a fare i pastori. Il fatto di ricondurre il cadavere al nostro mondo, però, danneggia il settore, allontanando i giovani da uno dei pochi mestieri che è in grado di preservare le aree montane dallo spopolamento. Per questo come Rete Appia ci stiamo muovendo per tutelare l’immagine della categoria».


Restano gli interrogativi e il giallo, però, su quel corpo ritrovato nudo e avvolto in un sacco a pelo ai piedi di un muretto della carreggiata, nei pressi di una grotta sul costone di roccia che si arrampica su una frazione che conta meno di venti abitanti. L’autopsia ha confermato che non si è trattato di una morte violenta: l’assenza di traumi interni ed esterni, fa dedurre che non ci sia stata colluttazione o pestaggio. Per gli esami tossicologici ci vorrà ancora qualche settimana, perché un’altra ipotesi potrebbe essere quella dell’avvelenamento. Però che il corpo sia stato lì abbandonato sembra abbastanza evidente per la posizione e le condizioni in cui era, quando la mattina del 30 luglio due escursionisti lo hanno notato lungo il sentiero che dalle sorgenti del Cavuto porta a Castrovalva. Quanto basta per ipotizzare almeno un occultamento di cadavere, anche se il fascicolo aperto dalla procura di Sulmona parla di omicidio.
 

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