Metro leggera al bivio, Buondonno:
«Sicuri di poterla completare»

Lunedì 8 Novembre 2021 di Flavio Coppola
Metro leggera al bivio, Buondonno: «Sicuri di poterla completare»

Convincere l'Unione europea o restituire i finanziamenti. Comune alla resa dei conti sul disastro della Metropolitana leggera. Come anticipato da Il Mattino, domani alle 15, presso la sede della Regione Campania a Napoli in via Santa Lucia, primo piano, stanza 55, si giocheranno il futuro del trasporto in città e il presente dell'amministrazione Festa e delle casse comunali. Nella riunione del Comitato di sorveglianza del Por Fesr 2014-2020, si discuterà infatti la richiesta che la Commissione Europea ha inoltrato, per la seconda volta alla Regione, di «un incontro tematico per essere informata sugli avanzamenti dell'operazione Sistema di trasporto a basso impatto ambientale della Città di Avellino». Il punto di fondo è riportato esplicitamente nella convocazione. «L'Ue ha invitato nuovamente l'Autorità di gestione «a valutare l'ipotesi di revoca del finanziamento, con restituzione, dell'importo al bilancio comunitario qualora dovesse perdurare la situazione di non funzionalità del Sistema di trasporto a basso impatto ambientale e non dovessero riscontrarsi significativi progressi nella procedura per la messa in esercizio e l'apertura al pubblico dello stesso». Giusto per ricordarlo, l'opera è costata finora più di 20 milioni di euro.

Toccherà in prima persona al sindaco, Gianluca Festa, che si è intestato la battaglia, fornire un «dettagliato aggiornamento». Ma l'invito è stato esteso anche al manager dell'Air, Anthony Acconcia, al presidente della commissione regionale Trasporti, Luca Cascone, e al dirigente del Por Fesr, Giulio Mastracchio. Nei giorni scorsi, l'amministrazione e il settore strategico Piu Europa hanno messo insieme la documentazione necessaria per poter sostenere come ha fatto negli ultimi 2 anni l'assessore ai Lavori pubblici, Antonio Genovese che l'opera è terminata. Le restanti lavorazioni, già indicate in una missiva che il Comune aveva spedito all'inizio dell'estate, corrisponderebbero al 5 per cento del totale. Dunque si potrebbero realizzare in tempi record al momento della partenza dell'infrastruttura: monitoraggio della linea, cordoli per la delimitazione delle corsie protette, pensiline, illuminazione e sottoservizi.
Evidentemente, la parte più ostica è, come al solito, quella di carattere amministrativo. Dalla nomina del direttore di esercizio, figura obbligatoria che compete alla Regione e all'Air, alla redazione di un piano economico e finanziario, anche qui da concordare la società dei trasporti che gestirebbe l'infrastruttura, ed alla formazione degli autisti. Se è vero che i 4 mesi richiesti all'epoca dal Comune per mettere i mezzi in strada sono scaduti, ecco un'ulteriore atto, datato però 16 luglio, in cui la Regione fissa «al 31 luglio 2022 il termine perentorio entro il quale il nuovo sistema di trasporto dovrà essere interamente funzionante e aperto al pubblico esercizio».

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Ora però bisogna convincere l'Ue. Emma Buondonno, assessore alla Mobilità di Piazza del Popolo, assicura: «L'amministrazione crede in quest'opera. Vogliamo chiudere il capitolo di questa incompiuta e metterla in strada. Siamo anche consapevoli dice che servirà una riorganizzazione dei percorsi e della mobilità pubblica su gomma. Perché non ci potrà essere una sovrapposizione tra il tracciato della metro e quello attualmente percorso dai bus dell'Air».
E siamo al tema dei costi. È stato già ampiamente acclarato che un chilometro percorso con la metro leggera costa molto di più di uno sui bus. E qui la Regione ha già risposto picche. Non impatterebbero invece sull'obiettivo di far partire la Metro i ritardi, ormai storici, che il Comune, e ora l'Air, hanno accumulato per chiudere l'altra incompiuta della mobilità pubblica, l'Autostazione di via Pini. «Fortunatamente dice l'assessore alla Mobilità le due cose sono slegate». Convinta che l'opera partirà nei prossimi mesi, Buondonno rilancia pure sulla strategia, già deliberata in giunta, di estenderla ai comuni vicini di Atripalda e Mercogliano: «Puntiamo ad integrare il percorso. Chiaramente chiosa evitando i pali e provando ad utilizzare tecnologie che ci consentano di ottenere lo stesso risultato».
 

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