Consultori familiari, scatta subito
la chiusura: è protesta

Martedì 12 Novembre 2019 di Rossella Fierro

A quarantadue anni dalla loro istituzione in Campania, chiudono i consultori familiari di Avellino. Da alcuni giorni il centro di via Fontanatetta è stato liberato dagli arredi e dalle strumentazioni utilizzate dal personale dell'Asl per assistere, dal punto di vista medico e psicosociologico, le donne e le fasce più deboli della popolazione. Una chiusura che segue quella del secondo consultorio attivo in centro città presso il «Samantha della Porta» di via Morelli e Silvati» già disattivato da un po' di tempo sembrerebbe per problemi di infiltrazioni. Strutture messe a disposizione dal Comune ma gestite dall'Asl.

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L'appartamento in cui era stato allestito il consultorio di Borgo Ferrovia, stando a quanto si apprende, era di proprietà dell'Istituto autonomo case popolari che lo aveva concesso in comodato d'uso al Comune che, a sua volta, lo aveva ceduto all'Asl per le attività di assistenza. Locali che il Comune, nei giorni scorsi, avrebbe provveduto a restituire definitivamente all'Istituto ma che già erano stati abbandonati dall'Asl a causa di alcuni lavori resisi necessari all'interno dei locali, tanto che personale e strumentazione erano già stati trasferiti a via Degli Imbimbo dove, al momento, resta l'unico consultorio attivo sul territorio comunale. A lanciare l'allarme è la rete di associazioni Soma- Solidarietà e mutualismo che rilancerà la questione nel pomeriggio presso i locali dello Spi Cgil di Viale Italia con un'assemblea pubblica a cui sono stati invitati il sindaco Gianluca Festa e la manager Asl Maria Morgante. Un attacco ai diritti delle donne e delle famiglie, secondo Soma che attacca: «La chiusura dei consultori desta allarme e preoccupazione mettendo in discussione servizi e diritti acquisiti da decenni fondamentali per qualificare la vita di uno stato civile e democratico. I servizi alla persona sono sul territorio cittadino insufficienti in ogni settore, definendo ogni giorno che passa una situazione ormai insostenibile per migliaia di concittadini, tra i quali continua invece a crescere la disoccupazione, la povertà e l'emarginazione sociale. I consultori familiari sono un servizio gratuito non sostituibile rivolto alle donne e alle fasce più deboli della comunità. Il consultorio è un presidio che connota la civiltà del territorio, accompagna le donne nelle varie fasi della vita, nella prevenzione, nel sostegno alla contraccezione e alla maternità».

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Una denuncia che arriva a margine del lavoro di monitoraggio dei servizi alla persona rivolti alle donne di Avellino avviato dall'associazione, che ha attivato un suo sportello base di orientamento psicologico. «Un'attività che ci ha condotti alla realtà amara che i consultori familiari nella nostra città stanno scomparendo nel silenzio della quotidianità avellinese. Per questo esprimiamo forte preoccupazione per le ultime notizie riscontrate: il 6 novembre si è provveduto alla chiusura e allo sgombero del consultorio familiare di Borgo Ferrovia e allo smantellamento di quello del centro sociale- si legge nel documento di Soma- Siamo coscienti che è un declino che non riguarda solo la Regione Campania, ma un preciso processo di smantellamento del Servizio Pubblico Sanitario, sia a livello nazionale che locale, che essendo gestito negativamente, privo di una organizzazione e una programmazione da diversi anni, ormai è al collasso». Una situazione momentanea fanno sapere dall'azienda sanitaria di via Degli Imbimbo. «Avendo dovuto liberare la sede di via Fontanatetta e non avendo più nelle nostre disponibilità i locali del centro sociale di via Morelli e Silvati - fanno sapere dalla direzione Asl- chiederemo al Comune di individuare nuove sedi, magari più decorose». Una soluzione di cui si fa carico Antonio Cosmo, presidente della commissione consiliare politiche sociali. «Innanzitutto convocherò le parti, l'assessore al Patrimonio Stefano Luongo e l'Asl, per capire cosa sia successo e per individuare nel minor tempo possibile nuovi locali adatti ad ospitare i consultori. La legge ne prevede tre per la città di Avellino, dunque - spiega Cosmo - bisogna provvedere a riattivarli. Da parte dell'amministrazione c'è la massima disponibilità».
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