Grottaminarda, il giallo dell'anziano:
«Lasciato morire dalla convivente»

Martedì 18 Febbraio 2020 di Enrico Marra

Sarà l'autopsia fissata per domani pomeriggio a fugare tutti i dubbi sul decesso di Mario Rocco Castellano, 85enne di Grottaminarda, trovato privo di vita in una piazzola adibita alla sosta di fronte al pronto soccorso dell'ospedale «Rummo». Nella sua ricostruzione Pierina Gogliucci, 64 anni, di Grottaminarda, convivente dell'uomo, l'altra sera finita in carcere, ha ammesso di aver abbandonato il corpo dell'anziano. Le sue dichiarazioni, però, sono apparse confuse e contraddittorie. Del resto il suo legale, Gerardo Giorgione, nel corso dell'interrogatorio a cui sarà sottoposta probabilmente domani davanti al magistrato Gelsomina Palmieri, presenterà una documentazione attestante che la donna da tempo è in cura presso il Dipartimento di salute mentale di Ariano Irpino. La donna, dopo il lungo interrogatorio a cui è stata sottoposta domenica, è finita in carcere con un provvedimento di fermo del sostituto procuratore Marilia Capitanio, perché aveva lasciato «l'uomo incapace per malattia di mente e di corpo nonché di vecchiaia, all'interno della propria abitazione in condizioni igieniche precarie omettendo di curarlo adeguatamente» e per aver inoltre «tentato di occultarne il cadavere su pubblica via avvolgendolo all'interno di una coperta».

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Sul suo conto emergono altri elementi quantomeno sconcertanti. La donna una trentina di anni fa, quando lavorava a Torino, di fronte a un licenziamento non aveva esitato a sequestrare il figlio del suo datore di lavoro. Fu condannata per estorsione a dodici anni, pena che aveva scontato per sette anni tornando poi in libertà. Ma anche più di recente, nel giugno del 2019, la donna è finita alla ribalta della cronaca per un tentativo di estorsione ai danni di un anziano di San Giorgio del Sannio con cui, come asserito, aveva avuto una relazione sentimentale. All'uomo aveva fatto più richieste di denaro. L'anziano nel momento in cui le doveva consegnare la somma di mille euro aveva avvisato i carabinieri e la donna era finita ai domiciliari e poi scarcerata.
LA CONFESSIONE
La donna subito dopo essere stata identificata dai poliziotti della Squadra Mobile ha sostenuto di aver voluto condurre l'uomo presso il pronto soccorso del «Rummo», struttura sanitaria che a suo dire aveva avuto già modo di curare l'uomo con cui viveva da diversi anni. Ma nel momento che la Gogliucci ha deciso di trasportare da Grottaminarda a Benevento l'anziano era già morto? O la morte è sopraggiunta lungo il tragitto?
A questi interrogativi dovrà dare una risposta l'autopsia. Il medico legale Lamberto Pianese, infatti, dopo la visita esterna aveva ipotizzato che il decesso risaliva a cinque, sei ore prima del ritrovamento del corpo avvenuto intorno alla mezzanotte di sabato. Invece intorno alle 20 la telecamera di un edificio che ospita degli uffici in via Pacevecchia ha registrato le immagini della donna che dalla sua auto, una Volkswagen «Lupo» di colore verde fluo, scaricava il corpo senza vita dell'anziano avvolto da una coperta. Ha tentato prima di collocarlo su una panchina, poi vista l'impossibilità ha deciso di lasciarlo sull'asfalto. Chiuso lo sportello dell'auto lato passeggero si è allontanata dalla zona. Riprese che sono risultate determinanti la mattina seguente per risolvere un giallo durato l'intera notte. La donna nel corso degli interrogatori in questura, presenti sia il difensore Giorgione che il sostituto procuratore Capitanio che ha coordinato le indagini unitamente al procuratore Aldo Policastro, non ha mancato di lasciarsi andare a espressioni senza senso come «ho voluto restituire il suo corpo allo Stato». Sul caso continuano le indagini della Squadra Mobile.
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