Irpinia, l'Asl ora chiede aiuto ai sindaci: tracciamento, da soli non ce la facciamo

Martedì 28 Dicembre 2021 di Gianni Colucci
Irpinia, l'Asl ora chiede aiuto ai sindaci: tracciamento, da soli non ce la facciamo

AVELLINO I positivi di ieri in provincia di Avellino erano 136, su 326 tamponi effettuati, con un'incidenza del 41,8 per cento delle infezioni. Pochi tamponi, ma comunque tanti positivi. L'allarme per la provincia di Avellino è scattato, forte e chiaro. E da ieri l'Asl ha chiesto alle amministrazioni comunali di effettuare direttamente il tracciamento dei positivi e la conseguente emissione da parte dei sindaci dei provvedimenti di isolamento.

L'Asl non riesce a tener testa alla diffusione del virus, impossibile tracciare tutti e chiede una mano ai sindaci. «In considerazione dell'elevato numero di positività a Sars Cov2 accertate nella provincia di Avellino - scrive l'Asl ai sindaci - che rende più lente e difficoltose e complesse le attività di tracciamento, al fine dell'adozione di tempestivi interventi di prevenzione», si chiede ai sindaci la diretta emissione dei provvedimenti di isolamento dei residenti nei singoli comuni contagiati dal Covid. In pratica i sindaci riceveranno dall'Asl l'elenco dei positivi residenti nei loro comuni e dovranno provvedere a tracciare i contagi, in particolare i familiari conviventi, attraverso gli stati di famiglia. Mobilitati i vigili urbani e gli ufficiali di anagrafe che dovranno costruire la rete del contagio; mentre i sindaci, autorità sanitaria locale, si occuperanno di far rispettare la misura dell'isolamento domiciliare fino all'esito negativo del tampone di controllo, quello che si pratica a dieci giorni dalla scoperta della positività.

Nello stesso momento i familiari conviventi, individuati dai sindaci, appunto sulla base dell'anagrafe comunale, osserveranno la misura della quarantena per lo stesso periodo. La sorveglianza sanitaria che spetta all'Asl sarà dunque programmata sulla base dei provvedimenti adottati dai sindaci. La difficile situazione ha fatto propendere per la richiesta di aiuto dei primi cittadini, innanzitutto di quelli dei centri maggiori, Avellino, Mercogliano, Ariano Irpino, Montoro, Solofra, ma anche piccoli centri come Baiano, Aiello del Sabato e Caposele, che sono caratterizzati da un altro tasso di incidenza del contagio, sono stati immediatamente mobilitati dall'Asl.

Conferma il manager dell'Asl di Avellino, Maria Morgante: «Sal 20 al 25 dicembre, sono stati registrati 1.166 casi di positività, a fronte dei 495 della settimana precedente. C'è stata una crescita esponenziale della mole di lavoro. Il Dipartimento di prevenzione ha richiesto ai sindaci di 19 Comuni, tra quelli maggiormente colpiti, l'adozione di provvedimenti di isolamento al fine di garantire in maniera puntuale e tempestiva tutte le misure di salute pubblica necessarie». Il bollettino del giorno di Natale riportava il numero più elevato, in termini numerici assoluti, di contagi mai registrato in provincia di Avellino: 273. «Non dovremmo arrivare a questo tipo di attività - dice il sindaco di Mercogliano, Vittorio D'Alessio - ma visto che riguarda la salute pubblica siamo in prima linea. Così abbiamo salvato la nostra comunità questa estate. Insomma non siamo nuovi a questo lavoro di tracciamento che facevamo in silenzio e che oggi ufficializziamo».

Una situazione complessa che si sovrappone ad altri disservizi da tempo segnalati all'Asl. In particolare il basso numero di c entri vaccinali aperti, rispetto al periodo estivo, quando l'adesione alle vaccinazioni era scemata. Come si è fatta notare la presenza di un unico drive in per la somministrazione dei tamponi molecolari, quelli obbligatori per chi risulta positivo ai salivari e a quelli orofaringei (che si somministrano in farmacia).

È di ieri la protesta del presidente dell'Ordine dei medici di Avellino, Ettore Novellino che chiede all'Asl di aprire la campagna vaccinale anche nelle farmacie della provincia: «A Napoli siamo a migliaia di dosi somministrate, qui c'è un pregiudizio ideologico rispetto a noi». Intanto le prenotazioni sulla piattaforma Soresa vanno esaurite in pochi minuti. Le terze dosi sono praticamente introvabili e bisogna aspettare giorni per vaccinarsi nei centri maggiori (Avellino, Ariano, Grottaminarda), in alternativa bisogna sobbarcarsi viaggi nel Vallo Lauro o in Alta Irpinia. Ieri al click day sulla piattaforma Soresa cominciato alle 9, a cinque minuti dall'apertura non c'erano più terze dosi disponibili ad Avellino città e nei centri vaccinali maggiori.
 

Ultimo aggiornamento: 29 Dicembre, 07:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA