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Migliaia in corteo per Santa Rita
tra fiori e fuochi d'artificio dopo il Covid

Lunedì 23 Maggio 2022
Migliaia in corteo per Santa Rita tra fiori e fuochi d'artificio dopo il Covid

Un applauso scrosciante e liberatorio saluta l'uscita della statua dalla Chiesa in Via San Francesco Saverio. La città riabbraccia nella processione la Santa dei miracoli impossibili e lo fa dopo due anni di stop a causa della pandemia.
E anche quest'anno, come in quelli passati pre-covid, la processione di Santa Rita fa registrare un record di presenze. In centinaia attendono la statua fuori dalla chiesa e in migliaia la accompagnano lungo l'affollatissimo corteo per le strade del capoluogo. I fuochi d'artificio segnano l'avvio di una funzione che la città ama particolarmente, nel corso della quale affida alla Santa tutte le sue speranza.

Usciti dalle strettoie del cuore antico, i fedeli si incamminano lungo via Luigi Amabile. Anche chi non è sceso in strada saluta dai balconi e lancia petali di rose. Non mancano anche quest'anno i più devoti, che sfilano scalzi. La processione si snoda ordinata attraverso un doppio cordone. Le persone distanziate e nella stragrande maggioranza dei casi indossando la mascherina, e disegnano un fiume umano che scorre rispettoso e ossequioso anche delle regole.

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C'è voglia di vivere la religiosità e lo stare insieme, dopo due anni di grandi sacrifici, ma ben consapevoli che la pandemia non è certamente terminata. Con in testa le associazioni dei volontari che scortano la statua insieme ad una lunga schiera di fedeli, la processione attraversa Via Carlo del Balzo, poi via Guarini ed arriva al Tribunale. Il corteo è già lunghissimo e continua ad espandersi. Camminando arriva a Via Colombo e Via de Concillij, fino al bagno di folla che segna l'avvicinarsi alla conclusione, a Corso Vittorio Emanuele.
È il culmine di un pomeriggio di forte partecipazione e sentimento religioso in cui Avellino si riscopre comunità. Maggioranza e opposizione sfilano insieme dietro alla statua, per una volta senza distinguo politici. Gli avellinesi e i loro rappresentanti camminano uniti da Piazza Libertà fino alla chiesa di Santa Rita dove ha termine la solenne celebrazione. Avellino si è riappropriata di una delle celebrazioni più importanti della sua tradizione. Qualche disagio lo registra la mobilità cittadina, ma era ampiamente prevedibile, e per non più di due ore. Ci sta in una domenica di grande partecipazione.

In mattinata, la città aveva risposto bene anche all'appuntamento con la funzione religiosa e la benedizione delle rose. Alla fine, decine di fedeli avevano dovuto ascoltare la messa all'esterno della Chiesa di Santa Rita. Nella sua omelia, come al solito molto articolata, il vescovo, Monsignor Arturo Aiello, non aveva tralasciato un passaggio sull'attuale e delicato frangente politico e sociale: «La guerra alle porte dell'Europa, una pandemia che non è ancora finita e tutti i malanni che ci portiamo dietro aveva detto Eppure, con le nostre azioni, continuiamo a scegliere l'infelicità alla felicità e paghiamo somme esorbitanti. Invece dovremmo accogliere Santa Rita e il suo esempio tutti i giorni».
 

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