Benevento, la forza degli «insostituibili»
Inzaghi si affida a Letizia, Viola e Coda

Venerdì 15 Novembre 2019 di Luigi Trusio

Chiamateli insostituibili. Anche perché «onnipresenti» non rende appieno l'idea. Vengono identificati come l'anima del Benevento di Inzaghi, rappresentandone l'asse portante. Inzaghi punterà innanzitutto su di loro per battere il Crotone e avere una marcia in più nel confronto diretto di sabato 23. Sono Gaetano Letizia, Nicolas Viola e Massimo Coda, gli stacanovisti in giallorosso. In tutto il campionato di B, fino a oggi, sono solo 7 i giocatori di movimento sempre in campo e mai avvicendati: 3 di loro alle dipendenze di SuperPippo, e sarebbero stati 4 senza l'espulsione di Caldirola a Castellammare. Questa è l'unica ragione per la quale l'ex Werder non ha giocato per intero i 1080' delle prime 12 giornate del torneo cadetto. Gli altri quattro avanzati sempre presenti sono Di Tacchio e Migliorini della Salernitana, Modolo del Venezia e Troest della Juve Stabia. Poi ci sono 7 portieri, ma costoro fanno poco testo, visto che è molto più agevole per chi occupa un posto tra i pali essere confermato nello scacchiere iniziale ed evitare cambi. Caldirola, Letizia, Viola e Coda simboleggiano i quattro «cavalieri dell'Apocalisse», gli imprescindibili interpreti del 4-4-2 di Inzaghi. Il tecnico si fida ciecamente di loro, al punto da inserirli costantemente nell'undici titolare e non sostituirli in nessuna circostanza. In occasione della sfida contro i calabresi, l'allenatore piacentino sarà costretto a fare a meno di uno dei quattro elementi della spina dorsale: sarà la prima volta in assoluto.

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Ma SuperPippo può comunque affidarsi a ricambi di spessore e agli altri tre, che finora hanno contribuito in maniera determinante al primo posto del Benevento. Letizia è in piena metamorfosi rispetto allo scorso anno, quando disputò una stagione in chiaroscuro. Di fatto, si tratta del terzino più forte e devastante della B. Ha sempre avuto un punto debole, da lui stesso riconosciuto: la mancata predisposizione alla fase di contenimento. Ebbene dopo la cura-Inzaghi, Letizia si è trasformato in uno dei migliori difensori della cadetteria. Se la porta di Montipò è quella meno battuta, il merito è anche suo. Letizia è cresciuto in maniera esponenziale nella testa, sul piano atletico, tattico e nella capacità di gestione e dosaggio delle energie. Prima correva tanto, ma alcune volte gli capitava di farlo a vuoto. Oggi spende meno benzina ed è molto più efficace. E non ha affatto abdicato al suo potenziale offensivo: quando attacca è ugualmente in grado di essere dirompente. Nicolas Viola è il termometro del Benevento. Quest'anno lo è ancora di più. Quando non gira lui, è difficile che gli altri si stiano esprimendo su livelli accettabili. Per uno come Nicolas è fondamentale l'empatia con il tecnico. Con Inzaghi è stato amore a prima vista: tra i due si l'intesa è straordinaria. Basta uno sguardo per capirsi, un cenno per spiegarsi. Per Viola era stato più o meno lo stesso con De Zerbi, e infatti grazie a quell'afflato fu protagonista di un girone di ritorno da fenomeno in A. Viola è il faro del centrocampo di Pippo, le chiavi della mediana sono in mano a lui nonostante il reparto sia dotato di altri elementi di assoluto spessore come Hetemaj e Schiattarella, che hanno molte più presenze di lui in massima serie (268 il finlandese, 75 il napoletano contro le 34 di Viola). Ma in B le apparizioni di Hetemaj si contano sulle dita di una mano, mentre Schiattarella e Viola se la giocano: 277 caps il partenopeo (che però non ci giocava da un paio d'anni), 232 il calabrese, che ha due anni in meno e tutto il tempo di rifarsi sotto. Tradotto in soldoni, vuol dire che è Viola a conoscere la categoria meglio di tutti.

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Infine c'è Coda. Il bomber dai colpi impossibili, la punta che tutti gli allenatori vorrebbero avere. Con Inzaghi segna di meno ma è molto più attivo al servizio della squadra. Il suo apporto è preziosissimo in un Benevento in grado di andare a segno con ben 10 calciatori diversi e non catalizzato su un unico finalizzatore. Lotta, fa a sportellate e sforna assist. In più ha cominciato anche ad andare in rete con regolarità (2 volte a nelle ultime 3). Inzaghi crede in lui ed è stato lungimirante nel non farsi condizionare da qualche prova sotto tono. A lui SuperPippo non rinuncia. A loro non rinuncia. E dunque per il Crotone tre maglie, sei con quelle di Montipò (che tra i pali non verrà scalzato), Tuia e Antei (non ci sono altri centrali in rosa con Volta ancora out), sono già prenotate. Le altre 5 verranno assegnate nel corso della prossima settimana, anche se nel test di domani con la Primavera emergerà già qualche prima indicazione.
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