Ritorno a scuola nel Sannio:
flop materne, bene le elementari

Giovedì 26 Novembre 2020 di Antonio N.Colangelo

Tasso di assenteismo elevato nelle materne, affluenza oltre le aspettative per le prime elementari. Va in archivio tra alti e bassi la ripresa dell'attività didattica in presenza presso le scuole dell'infanzia e le primarie del Sannio, riaperte, seppur non tutte, dopo oltre un mese di insegnamento virtuale e in un clima di timore e incertezza generale dettato dalla crisi virale. Se lo stop alle lezioni dal vivo, imposto dall'ordinanza regionale di ottobre, aveva indotto i genitori degli alunni sanniti a scendere in piazza per invocare l'immediato ritorno in aula, lo scenario è radicalmente mutato nelle ultime settimane, di pari passo con l'impennata di contagi che ha inaridito la vena polemica delle famiglie, divenute restie a rispedire i propri figli in classe. Alla luce di tali premesse, confermate sia dall'incerto esito dei sondaggi sul ritorno a scuola proposti nei giorni scorsi dai presidi ai genitori dei giovani studenti, sia dalla decisione di rimandare la riapertura in diversi comuni del territorio, in molti avrebbero scommesso su una ripresa a fari spenti. E così è stato, almeno per le materne, dove a farla da padrone è stata la paura del contagio.

Nonostante l'arrivo dei banchi monoposto a rotelle e i confortanti risultati del recente screening dedicato agli attori protagonisti del mondo scolastico, con appena 4 positivi su circa 2.000 utenti sottoposti a tampone, l'orientamento più diffuso si è rivelato quello di lasciare a casa i bambini di età compresa tra 3 e 5 anni, confermando di fatto le sensazioni della vigilia. Stando ai dati ricavati dal monitoraggio degli istituti comprensivi cittadini, infatti, solo il 30% degli alunni delle scuole dell'infanzia è tornato in classe. Percentuali molto più alte, invece, nelle prime elementari. Laddove si prevedevano presenze dimezzate rispetto alla quotidianità bruscamente interrotta dal Covid, nelle primarie l'affluenza di bambini si è attestata al 70%, numeri probabilmente dettati dall'importanza dell'offerta formativa tipica del primo anno di scuola dell'obbligo. Trend pressoché identico nei comuni del Sannio che ieri hanno regolarmente aperto i battenti, con materne desolatamente semivuote e prime elementari maggiormente affollate, in attesa di capire cosa accadrà nei paesi in cui la campanella tornerà a suonare la prossima settimana, andamento dei contagi permettendo.

La mappa geografica del sistema scolastico provinciale, infatti, è particolarmente frammentaria e se, ad esempio, ieri le lezioni in presenza sono riprese a Telese, Guardia Sanframondi, San Salvatore, Paduli, Morcone, San Bartolomeo in Galdo, Castelpoto, Bucciano, San Marco dei Cavoti e Colle Sannita, altrove si dovrebbe ricominciare da lunedì prossimo, come si legge nelle ordinanze comunali diramate a Sant'Agata de' Goti, Foglianise, Paolisi, Bonea, Forchia e Buonalbergo. Avanti con la didattica a distanza, invece, fino al 3 dicembre a Montesarchio, San Giorgio del Sannio, Dugenta, San Leucio del Sannio, Ponte, Paupisi, Torrecuso, Frasso e San Martino Sannita, fino al 5 dicembre a Tocco Caudio, fino al 12 dicembre ad Airola. Proprio da Castelpoto, arrivano le dichiarazioni del sindaco Vito Fusco che sembrano sintetizzare il pensiero di chi ha deciso di ripartire subito. «Chiudere - dice il primo cittadino - è la scelta più semplice e meno problematica. Assumersi la responsabilità di garantire il diritto all'istruzione e la salute psicologica dei bambini è la scelta più critica. Sin dall'estate, di concerto con la dirigenza scolastica e il corpo docente, abbiamo portato avanti un importante lavoro per garantire la massima sicurezza. Sulla scuola abbiamo investito tanto garantendo sempre l'apertura anche in condizioni critiche e continueremo a farlo».

Le date dei rientri e la media degli alunni tornati tra i banchi di scuola, in ogni caso, non rappresentano le uniche tematiche di rilievo relative al ripristino dell'attività in presenza. Didattica mista e gestione degli assenti, infatti, sono altri due nodi cruciali. Per il primo aspetto, non sono affatto pochi i genitori che hanno lasciato intendere di sentirsi più tranquilli se le lezioni dal vivo potessero essere alternate alla dad. Eventualità, tuttavia, complicata da attuare per i docenti e ritenuta inadatta alle esigenze dei bambini, i quali necessiterebbero di continuità e interazione diretta. Delicata, invece, la questione delle assenze, con i genitori che, chiedendo comprensione ed elasticità alle autorità scolastiche, vorrebbero che non venissero conteggiate quelle degli alunni tenuti a casa per paura del contagio. Una discussione destinata a protrarsi ancora a lungo.
 

Ultimo aggiornamento: 10:55 © RIPRODUZIONE RISERVATA