Mastella: «Letta scorretto con me
ma io rifaccio il Centro con Renzi e Calenda»

Martedì 19 Ottobre 2021
Mastella: «Letta scorretto con me ma io rifaccio il Centro con Renzi e Calenda»

«È stata durissima, stavolta pensavo davvero di non farcela. Mi è tornata in mente la mia prima campagna elettorale, a 28 anni, quando diventai parlamentare per la prima volta. E allora come oggi nulla era scontato», dice tutto d'un fiato Clemente Mastella dopo aver appena riconquistato la poltrona di sindaco di Benevento dopo una battaglia dove si è buttato a capofitto. Fuochi d'artificio e la folla, davanti al suo comitato elettorale, che lo porta in trionfo, quasi facendolo lievitare tra il traffico impazzito, come se fosse la statua del santo patrono. Ma d'altronde l'ex ministro è così: o si ama o si odia. «E io ho sconfitto gli odiatori seriali che si erano, tutti - puntualizza l'ex ministro - coalizzati contro di me».

 

A giochi ormai finiti, sia sincero: stavolta ha temuto di perdere.
«Sì, ora lo posso dire: quel momento c'è stato». 

Quando?
«Quando i Cinquestelle si sono schierati ufficialmente, appena qualche giorno fa, contro di me. E così il centrodestra ma il suo elettorato per fortuna non ha votato. O comunque non contro di me. E siamo qui per iniziare un altro mandato. Ma è stata durissima stavolta». 

Anche il segretario del Pd Enrico Letta è venuto a Benevento l'altro giorno per sostenere il suo avversario.
«Mi dispiace davvero, da lui non mi sarei aspettato una cosa del genere». 

Perché?
«Credevo che eravamo amici, dai tempi del governo Prodi: lui giovane sottosegretario, io ministro. Ci siamo sentiti, qualche volta, quando era a Parigi e fuori dalla vita politica del partito. Rapporti ottimi: poi viene qui, nella mia città, per tirare la volata al mio avversario: uno sgarbo senza precedenti. Ritornerò qui e indosserai la fascia tricolore: faremo una foto assieme, gli ha detto dal palco l'altro giorno. Beh, ora può chiamarlo e gli può far indossare la fascia tricolore: ma quella francese e si facciano pure la foto». 

Il Pd a trazione deluchiana si è impegnato per lei, quello tradizionale no.
«Qui sono venuti tutti. Da Provenzano al ministro Orlando che forse avrebbe fatto meglio a occuparsi delle vertenze aziendali e della mancanza di lavoro che c'è nel Paese. Tutti qui, ma il Pd ha perso sonoramente. E sa cosa le dico?» 

Dica.
«Il Pd non vincerà mai: l'ultima volta è stato nel 2006 con il governo Prodi ma grazie a me, ai voti dell'Udeur. Ma ora, dopo questa battaglia campale, ho deciso di muovermi io. Diciamo che mi divertirò un po'». 

Sta lanciando una sfida?
«Sì. Da partito regionale voglio allargarmi. Sono stato tra i fondatori della Margherita con Prodi e Parisi e voglio rimettermi in gioco. Voglio un centro che sceglie e non si fa scegliere, che giochi da protagonista e non da comprimario. Una specie di Margherita ritrovata. Anzi invito Renzi e Calenda a fare un'autentica conquista del centro. Io, dal canto mio, farò il sindaco ma, dopo qualche giorno di riposo, posso iniziare anche un po' a divertirmi. E mi presenterò da qualche parte come ha fatto Letta a Benevento ma con migliori risultati a differenza sua. Inizierà il mio cammino per l'Italia e poi vediamo...». 

Un progetto di centro con il Pd?
«Se usano lo stesso comportamento adottato contro di me a Benevento, vado da solo. Anche perché queste elezioni mi hanno confermato una serie di cose».

E cosa può aver appreso un politico scafato come lei che non sapesse già?
«Guardi Napoli: Pd e Cinquestelle sono arrivati al 20 per cento e se non c'era il centro volevo vedere come si metteva. E anche Caserta dove con il nostro sei per cento, e tre consiglieri comunali eletti, siamo stati determinanti per la vittoria di Carlo Marino. Letta faceva meglio a star fuori soprattutto dove c'è un partito disarticolato ovunque. Io sono stato leale col Pd a Napoli e a Caserta. È stata una vergogna presentarsi contro di me a Benevento, ha dell'incredibile: solo qui si sono coalizzati contro di me. Dall'estrema sinistra all'estrema destra e con una loggia massonica alle spalle. Ma loro hanno dovuto chiamare i leader mentre io qui sono un leader...».

Ha sentito De Luca?
«Certo come ho sentito Gaetano Manfredi che mi ha chiamato per farmi gli auguri. E aggiunga pure che De Luca è stato leale in questa campagna: ha mantenuto fede ai suoi impegni. Ma non avevo dubbi».

Torniamo alla campagna: lei si sente come chi ha sconfitto praticamente tutti.
«Io ho sconfitto tutti. Dall'altra parte, contro di me, c'era una specie di Arca di Noè dove si erano imbarcati tutti. Parlamentari dell'M5s, di centrodestra, un ex sottosegretario e un paio di sindaci, compreso uno che si addormenta solo se mette in sottofondo Faccetta Nera...È stata una campagna elettorale come mai si era verificata in vita mia: dai toni forti, con tante bugie, e una morale perfida. Destra e sinistra, tutti contro di me. Ma io dalla mia parte ho avuto il popolo di Benevento e, soprattutto, il voto della gente umile delle contrade».

La prima cosa da sindaco?
«Adottare il nuovo Puc. Abbiamo sconfitto i feudali che regnavano a Benevento e hanno qui le loro proprietà. Io invece in città non possiedo nulla. Nulla».

E da leader politico?
«Sono stato ministro, parlamentare, sindaco di Ceppaloni per dieci anni e, con il secondo mandato, lo sarò di Benevento per altrettanti. Ma ora a 74 anni ho un orizzonte politico nuovo e vedrà se non metto le ali».

Addirittura.
«Sono sempre l'unico sindaco di centro eletto in Italia a questa tornata».

Ultimo aggiornamento: 20:02 © RIPRODUZIONE RISERVATA