Fogne e lavori, 13 rinvii a giudizio:
a processo l'ex sindaco Marcasciano

Venerdì 16 Ottobre 2020 di Enrico Marra

Tredici rinvii a giudizio per abuso di ufficio, falso e truffa allo Stato per i lavori di adeguamento e completamento della rete fognaria e annessi impianti di depurazione del comune di San Bartolomeo in Galdo per un valore di oltre tre milioni e mezzo di euro. La decisione è del Gup Loredana Camerlengo al termine dell'udienza preliminare. Il procedimento sarà ora seguito dai magistrati del primo collegio della sezione penale a partire dal 18 maggio. Era stata il sostituto procuratore Assunta Tillo a chiedere i rinvii a giudizio dopo le indagini condotte alla Guardia di finanza. I rinviati a giudizio sono Giovanni Diurno, responsabile dell'Ufficio tecnico del Comune di San Bartolomeo in Galdo e presidente della Commissione giudicatrice; Tiziana Catalano e Ivan Verlingieri, componenti della stessa commissione; Marco Valerio, rappresentante legale della «Favellato Claudio Spa» e dal 29 marzo 2015 rappresentante della «Fortore scarl» (la società realizzatrice dei lavori costituita dall'Ati «Favellato Claudio Spa/Grz Costruzioni srl», aggiudicataria dei lavori); Salvatore Gallo, rappresentante legale della «Gpr Costruzioni» e dal 29 marzo 2015 rappresentante della «Fortore scarl»; Carlo Camilleri, direttore dei lavori designato dalla Rpt «General Engineering srl»; Francesco Apicella, direttore operativo indicato dalla stessa «General Engineering srl»; Gianfranco Marcasciano, ex sindaco; Marcello Longo e Fedele Del Vecchio, assessori della giunta dell'epoca dei fatti (2014-2016); Giovanni Pepe, presidente, Antonio Pepe e Michelina Masella, membri della Commissione di collaudo.

Al centro delle indagini la gara per l'esecuzione dei lavori e quella relativa alla loro direzione. Secondo l'accusa la commissione di gara, al fine di avvantaggiare la società aggiudicataria Favellato, attribuiva punteggi «irragionevoli, illogici e contraddittori» penalizzando così le altre ditte concorrenti, sia con riferimento all'offerta tecnica per la realizzazione dei lavori, con particolare riguardo alle migliorie proposte, sia con riferimento al criterio della tempistica di esecuzione dei lavori. Infatti assegnavano il punteggio massimo, per il completamento dell'opera in soli 180 giorni, mentre nello stesso cronoprogramma dei lavori erano previsti 365 giorni. Tra l'altro, nel corso dei lavori, vennero disposte sospensioni e proroghe dei tempi. Blocchi dei lavori motivati con cause ritenute dall'accusa non veritiere. L'opera, infatti, veniva completata in 560 giorni, in un tempo quindi ben lontana da quando sostenuto al momento della gara per ottenere un punteggio premiale. L'attività investigativa della Guardia di Finanza avrebbe inoltre ricostruito l'importo complessivo delle opere che, in fase di esecuzione dei lavori, venivano contabilizzate e quindi pagate e non sempre eseguite, o realizzate in modo diverso da come erano previste. Gli imputati sono stati difesi dagli avvocati Angelo Leone, Lina Fiorilli Roberto Prozzo, Alfonso Fiorielli, Camillo Cancellario, Antonio Lombardi, Antonio Spallone, Erminio Pacifico, Giuseppe Stellato, Mario Mauro, Katiuscia Verlingieri che hanno richiesto il non doversi procedere nei loro confronti. Il pubblico ministero Gabriella Di Lauro ha chiesto il rinvio a giudizio per tutti gli imputati.

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