Emergenza clochard: una donna
si sdraia in strada, sembrava morta

Emergenza clochard, una donna
si sdraia in strada, sembrava morta
di Marilù Musto

Sono ancora lì, nell'«Hotel Battisti», marciapiede come letto e un portico con colonne come tetto. Sono i clochard di via Battisti a Caserta che non accennano ad andar via: malati, spesso ubriachi, vivono distesi a terra e sdraiati sui quaranta gradi dell'asfalto. C'è il più anziano di tutti, straniero, che se non fosse per i vestiti, ridotti a brandelli, potrebbe anche sperare di trarre in inganno i passanti che potrebbero pensare di trovarsi di fronte un insegnante o un ragioniere. Con i suoi occhialini da vista ha l'area di un intellettuale. Poi c'è la donna, bionda, anche lei straniera che mostra la pancia gonfia in maniera innaturale sopra un corpo esile e smilzo. «No, non voglio andare in ospedale», dice ai carabinieri della compagnia di Caserta giunti sul posto, chiamati da una guardia giurata del palazzo accanto che pensava fosse morta. Prima che arrivassero le divise, infatti, la donna si era distesa al centro della strada lungo la corsia di marcia e si era messa a dormire. Gli automobilisti hanno semplicemente aggirato l'ostacolo, ma la guardia giurata, vedendola al sole, ha pensato che fosse collassata. Era svenuta, ma si è ripresa all'arrivo dei carabinieri. Per ora, ha rifiutato le cure.



A luglio, la banca di fronte al porticato aveva installato le sbarre anti-clochard per evitare che la piccola comunità di senzatetto occupasse abusivamente il davanzale esterno. Da anni, precisamente dal 2015, il gruppo ha scelto via Battisti come casa. Qualcuno è morto, altri sono rimasti lì rifiutando un alloggio della parrocchia. E la città non sa cosa fare per aiutarli. 
Giovedì 22 Agosto 2019, 17:20 - Ultimo aggiornamento: 22-08-2019 17:38
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