Messaggi in codice dal padre boss
Katia Bidognetti torna in carcere

Venerdì 3 Dicembre 2021 di Biagio Salvati
Messaggi in codice dal padre boss Katia Bidognetti torna in carcere

Una condanna a 6 anni di reclusione diventata esecutiva fa finire in carcere Katia Bidognetti, 39 anni. La figlia del capoclan dei Casalesi Francesco Bidognetti, alias Cicciotto e Mezzanotte, è stata arrestata dai carabinieri a Reggio Emilia, dove si trovava agli arresti domiciliari dopo la sentenza d'Appello per estorsione ai danni di numerosi imprenditori di Roma e dell'agro aversano. Con la sentenza definitiva, su mandato dell'ufficio esecuzioni penali della Procura Generale della Corte d'appello, per la 39enne si sono aperte le porte del carcere reggiano.

Salvo altre procedure, resterà in carcere, sottratto il periodo di pena scontato prima in carcere e poi appunto ai domiciliari, fino al 31 gennaio del 2023. Secondo gli inquirenti, Katia Bidognetti avrebbe ricevuto ordini direttamente dal padre, attraverso un sistema di messaggi e allusioni, durante i colloqui in carcere. Sono due le figlie di Francesco Bidognetti, oltre a Katia anche Teresa Bidognetti fu arrestata qualche anno fa. Si era, invece, pentita la madre e compagna di «Cicciotto è mezzanotte», Anna Carrino arrestata nel 2007. Dal 2008 collabora con la giustizia, ma il pentimento interiore, quello profondo «non l'ho ancora attraversato, perché il mio pentimento è che mi sono pentita di aver lasciato i miei figli, solo quello mi rammarica sempre, tutti i giorni». Circostanze rivelate nel corso di una intervista in uno speciale Rai: la donna chiarì alcune circostanze sulla sua collaborazione e su quella che è stata una guerra interna della famiglia del boss.

Il padrino del clan dei Casalesi Francesco Bidognetti ex braccio destro di Sandokan, è noto alla magistratura fin dagli anni Novanta per le sue attività nello smaltimento illegale dei rifiuti urbani, industriali e tossici. Classe 1951, nel dicembre del 1993 era stato arrestato e recluso sotto il regime del 41 bis.

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Sempre negli anni Novanta, aveva ordinato l'omicidio di Gennaro Falco a Parete, medico ritenuto dal boss «colpevole» di non aver diagnosticato nel tempo adeguato una neoplasia alla prima moglie, Teresa Tamburrino. L'assassinio era stato commesso dal figlio Raffaele, poi arrestato. Bidognetti, nel periodo di reclusione in carcere, era riuscito a mandare avanti l'attività del clan tramite la mediazione della sua successiva compagna, Anna Carrino. La donna però è stata arrestata nel 2007 e grazie alle sue rivelazioni sono state emesse oltre 50 ordinanze di custodia cautelare a esponenti casalesi. Il clan, per vendicarsi, ferì in un agguato la nipote di Carrino, malgrado si presuma che l'obiettivo fosse in realtà la sorella. Nel 2010, al termine dei 12 anni del processo Spartacus, che ha azzerato i vertici dei Casalesi, la Cassazione ha condannato Francesco Bidognetti al carcere a vita.
 

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