La Reggia di Caserta vince il Covid,
343 visitatori il primo giorno di riapertura

Martedì 19 Gennaio 2021 di Lidia Luberto
La Reggia di Caserta vince il Covid, 343 visitatori il primo giorno di riapertura

Silenziosa, maestosa e ricca di piacevoli sorprese: così la Reggia ha accolto i 343 visitatori (fra i quali molti stranieri, molti provenienti dalla base Nato di Gricignano) che ieri hanno voluto «celebrare» la riapertura dei musei statali con una visita al complesso vanvitelliano. «Non ci aspettavamo questi numeri anche perché oggi è lunedì. Che bello rivedere gente nel parco e al Palazzo: abbiamo vissuto questi mesi in una avvilente solitudine che sembrava non dovesse finire mai», è la testimonianza di una custode. 

Soddisfatti anche i visitatori. «Eravamo in crisi di astinenza, non vedevamo l’ora di ritornare nei luoghi belli del nostro Paese – dicono i coniugi Petagna, napoletani, arrivati alla Reggia dal capoluogo partenopeo –. Abitiamo nei pressi di Capodimonte e del Mann, ma abbiamo scelto per questa prima uscita dopo le chiusure Covid il capolavoro vanvitelliano». 

«Non venivo alla Reggia da un anno: mi ero appena abbonato a febbraio del 2020, quando, pochi giorni dopo, chiusero tutto. Così, oggi, mi sono precipitato qui approfittando della bella giornata e perché volevo vedere come stava il nostro monumento», dice il casertano Nicola Avizzano. Complice, dunque, la bella, sebbene fredda giornata di sole, tanti hanno preferito il parco per una passeggiata nella grande bellezza. Dove hanno potuto notare i lavori di restauro già terminati e quelli ancora in corso, dalla Peschiera, al Giardino inglese, alla cascata, agli androni, ai cortili. 

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Ma le sorprese più interessanti si sono scoperte nel Palazzo. La prima cosa che colpisce è la pulizia degli ambienti: è tutto tirato al lucido, come si diceva una volta e come rende bene l’idea. Dai pavimenti alla guida che protegge la zona di calpestio, ai lampadari di cristallo finalmente brillanti, a quelli di vetro di Murano ridiventati trasparenti, alle porte, ai cordoni che delimitano il percorso dove non c’è più polvere come non ce n’è sui mobili, i quadri, le suppellettili. Sembra sparita quella patina del tempo che offuscava la bellezza del sito mentre la Reggia si risveglia dopo un periodo di forzato torpore. E poi ci sono gli spazi ritrovati: una novità anche per gli stessi casertani. È come se il percorso di visita non fosse più proposto solo in lunghezza ma anche in profondità. Sono state, infatti, aperti porte, usci, passaggi dei bellissimi ambienti che corrono dietro alle sale del museo e che svelano anfratti, prospettive, angoli, corridoi di servizio, e salotti, studioli, persino una camera da letto. Tutti spazi situati fra una stanza e l’altra, fra un corridoio e l’altro in una successione sorprendente di luoghi, stanze, intercapedini. Da qualcuno di questi scorci, fanno capolino due o tre delle 21 opere scelte fra le 72 della collezione Terrae Motus, disseminate, in modo discreto e coerente, nelle sale degli appartamenti reali. Nella Sala Ellittica, ritinteggiata, poi, dove termina il percorso di visita, si apprezza da vicino (è stata rimossa l’intelaiatura in ferro che ne circondava il perimetro) il presepe reale, valorizzato dal nuovo impianto di illuminazione integralmente sostituito. 

Intanto, dopo la performance di domenica sera, quando su Rai5 la Reggia con il Teatro di Corte ha dato una splendida immagine di sé, mercoledì, festività di San Sebastiano, patrono di Caserta, il monumento resterà chiuso. Lo fanno sapere dalla direzione, che, peraltro, aveva anche verificato la possibilità di aprire al pubblico, invece, come informano i responsabili del monumento, «a seguito di indicazioni ricevute dal Ministero e in osservanza del Dpcm del 14 gennaio». 

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