Spaccio di droga su viale Carlo III:
​«Adesso basta, serve l'Esercito»

Giovedì 22 Aprile 2021
Spaccio di droga su viale Carlo III: «Adesso basta, serve l'Esercito»

A dispetto della pandemia, delle restrizioni e dei controlli, alla «rotonda dello spaccio», situata nel comune San Nicola la Strada su viale Carlo III, a qualche chilometro dal capoluogo Caserta, prosegue senza sosta l'attività di vendita di hashish e marijuana, gestita in gran parte da immigrati africani. Continui, da parte delle forze dell'ordine, gli arresti di pusher, che vengono presi con modiche quantità e rilasciati dopo pochi giorni, tanto da poter tornare a spacciare. Un circolo vizioso che il sindaco di San Nicola la Strada Vito Marotta cerca di spezzare chiedendo al prefetto di Caserta Raffaele Ruberto «una vigilanza più intensa e attenta degli emicicli est ed ovest della villa comunale di largo Rotonda, con l'impiego dei militari del progetto Strade Sicure». Anche perché, spiega, «il fenomeno di spaccio alla rotonda di viale Carlo III non riguarda solo la sicurezza o l'ordine pubblico, ma anche il decoro e l'immagine del comune di San Nicola la Strada e dello stesso capoluogo Caserta; viale Carlo III è infatti la principale porta d'accesso alla città della Reggia, e percorrendola, già all'altezza della rotonda dello spaccio, si può ammirare sullo sfondo il monumento vanvitelliano».

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Il sindaco Marotta si è rivolto al prefetto dopo aver raccolto la richiesta congiunta pervenute da due commissioni consiliari, precisamente dalla terza (Pubblica Istruzione, Attività culturali, sportive e tempo libero, problemi sociali e del lavoro, presieduta da Teresa Cicala) e dalla quarta (Igiene e Sanità, Ecologia, Nettezza urbana, Annona di cui è presidente Carmela Ferrante). «Una vigilanza più dinamica delle aree in questione potrebbe essere un deterrente sia per chi delinque sia per chi si reca sul posto per approvvigionarsi delle dosi di stupefacenti» scrive Marotta al prefetto Ruberto, mentre le presidenti delle due commissioni ritengono che l'utilizzo dei soldati «rappresenterebbe per la cittadinanza, oltre che un valido deterrente alle azioni criminose, una percezione di sicurezza».

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