“Yes, we Trump”, Luca Marfé racconta l'America attraverso l'estetica trumpiana

Lunedì 6 Aprile 2020 di Erminia Voccia

«C'è una ragazza che sembra una statua, ha i capelli corti e a modo suo prega. Veste la bandiera come un mantello e ha un trucco di stelle e strisce sulle guance di un Paese che non riconosce più. Si appoggia sulle ginocchia e resta così a fissare il vuoto e a non sentire il freddo di questa notte d'autunno, di questa stagione politica di gelo». Con questa immagine comincia “Yes, we Trump”, il primo libro del giornalista Luca Marfé edito da Paesi Edizioni. Un viaggio attraverso gli Stati Uniti più profondi e insieme un racconto della storia politica dell'America nell'era Trump, a partire dalla notte che «incorona» l'ex tycoon capo della Casa Bianca.
 


Marfé, 40 anni, collaboratore del Mattino e di Vanity Fair, aiuta i lettori a lasciare da parte l'idea di una nazione costruita intorno ad alcuni luoghi comuni. Il primo di questi viene scardinato subito: perché l'America non è New York. Con le contraddizioni e il fascino immutabile di un paese amato per il suo soft power e ancora molto influente per il grande peso geopolitico che riveste, gli Stati Uniti sono cambiati per sempre da quella notte dell'8 novembre 2016. A metà tra un reportage e un'analisi, il lavoro, denso, di Marfé permette di ripercorrere i momenti più significativi degli ultimi anni: la guerra commerciale tra Usa e Cina, il rapporto personale e i negoziati tra The Donald e il dittatore nordcoreano Kim Jong un, la «diplomazia dello scontro» che caratterizza il 2018. Ancora, il Russiagate, l'impeachment e la crisi di identità del Partito Democratico statunitense. L'omicidio del potente generale iraniano Soleimani apre il 2020 di Trump, sulla cui rielezione potrebbe pesare l'effetto coronavirus.

Lo show di Trump, un uomo dalla presenza ingombrante che per tanti versi incarna l'essenza stessa degli States, prosegue e si sposta dal palcoscenico del reality The Apprentice allo Studio Ovale. Perché è possibile un paragone tra Trump e Berlusconi, qual è lo stato di salute delle relazioni tra Roma e Washington. Marfé fornisce risposte a tutte queste domande. Nel libro l'autore dedica attenzione anche alla First Lady Melania, enigmatica e solo all'inizio silenziosa, una figura che nel tempo acquista sempre più spessore, diventando qualcosa a sé dal marito. Trump, spiega ancora Marfé, è l'unico a cui importi qualcosa del Venezuela. La prefazione del corrispondente de La Repubblica Federico Rampini e la postfazione dell’ambasciatore Giulio Terzi di Sant’Agata, due dei massimi conoscitori della politica americana, aggiungono valore al saggio. “Yes, we Trump” è uno studio dell'estetica trumpiana e della sostanza della politica estera americana degli anni più recenti. Un libro essenziale dedicato a tutti quelli che si chiedonono: che ci sarà dopo Donald Trump?

Ultimo aggiornamento: 19:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA