Addio a Takis, scultore «magnetico»

Takis
L'artista greco Panayotis Vassilakis, conosciuto con il nome di Takis, celebre a livello internazionale per le sculture che sperimentano le possibili interazioni tra spazio, oggetti e forze magnetiche ricercando nuove fonti di energia, è morto ad Atene all'età di 93 anni. Takis si stabilì nel 1955 a Parigi dove, in contatto con i Nouveaux Réalistes, avviò una fase d'intensa sperimentazione tesa alla rappresentazione simbolica del paesaggio tecnologico. 

Sue le sculture «telemagnetiche», nelle quali oggetti metallici legati a un filo di nylon sono sospesi nello spazio grazie all'uso di magneti. Dopo la serie di «Segnali» (1955-58), lunghe aste d'acciaio coronate da oggetti di recupero in continua vibrazione, ha indagato con le sue sculture le forze magnetiche e con la collaborazione del Mit di Boston ha impiegato le fonti di energia («Scultura idromagnetica», 1968). Sperimentatore instancabile, Takis si è dedicato con particolare interesse anche all'allestimento di spettacoli teatrali ed 'environments' e ha realizzato opere monumentali («Segnali luminosi. Vite d'Archimede», 1984-90, Parigi, Grande Arche de la Défense; «Segnali», 1988, Seul, Parco olimpico della scultura; sistemazione della stazione metrò Reynerie a Tolosa, progettata nel 1993).

All'artista che nel 1995 ha rappresentato la Grecia alla Biennale di Venezia è stata dedicata nel 2004 un'importante retrospettiva alla Galleria Credito Siciliano di Acireale, poi esposta alla Galleria Gruppo Credito Valtellinese, dal titolo «L'opera d'arte come simbolo d'energia».
Domenica 11 Agosto 2019, 21:48 - Ultimo aggiornamento: 11-08-2019 21:53
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