Martiri del 1799, Napoli si mobilita e si impegna contro il degrado dei beni comuni nel ricordo e nel nome di Gerardo Marotta

Mercoledì 22 Gennaio 2020 di Donatella Trotta
Sono passati tre anni dalla morte dell'Avvocato umanista Gerardo Marotta, figura simbolo delle battaglie civiche per il riscatto di Napoli e per la tutela della cultura come patrimonio di civiltà da curare, rinnovare e trasmettere alle nuove generazioni. E ora, una minoranza eticamente determinata della città - dove ancora (r)esiste l’Istituto italiano per gli Studi filosofici, fondato proprio da Marotta e attualmente presieduto da Massimiliano Marotta - lancia una chiamata alle “armi” (nonviolente) della cultura, dell’arte, della bellezza salvifica.

La proposta parte dal Museo delle Arti Sanitarie di Napoli, la cui anima è il medico umanimsta Gennaro Rispoli, con l’immediata adesione di alcune istituzioni e associazioni culturali partenopee tra le quali l’Accademia Filangieri Della Porta, Napoli Bene Comune, Vivo a Napoli, Filosofia Fuori Le Mura presieduta dal filosogo Giuseppe Ferraro ed Evaluna, che nel loro invito chiamano tutti a raccolta «per risollevare il patrimonio culturale di Napoli dall’incuria e del degrado – recita la motivazione – nel nome di Gerardo Marotta». L’appuntamento è per venerdì 24 gennaio alle ore 11 in piazza del Carmine, per una cerimonia in ricordo della nascita della Repubblica Napoletana del 1799, dove verrà commemorato il ruolo notevole che all’epoca ebbero gli studenti di Medicina e i loro docenti degli Incurabili nella conquista della città da parte delle truppe francesi.

Dalla memoria storica all’attualità, a seguire (ore 12.30, presso il Museo delle Arti Sanitarie, presso l’Ospedale degli Incurabili, accesso da via Luciano Armanni), una delegazione delle Associazioni ed istituzioni che hanno aderito all’iniziativa, coordinata da Nino Daniele, già assessore alla Cultura del Comune di Napoli, presidente dell’Associazione Città d’Arte e di Cultura, e da Massimiliano Marotta, deporrà una corona ai piedi della statua di Domenico Cirillo, medico agli Incurabili e martire della reazione controrivoluzionaria, giustiziato il 29 ottobre 1799. In questo sito si svolgerà un momento di confronto e riflessione, con letture di alcune pagine dei discorsi accademici di Domenico Cirillo. «La professione medica pare che sia stata presa di mira dalla persecuzione controrivoluzionaria. Sarà un giorno oggetto di ammirazione per la posterità l’ardore che i nostri medici aveano sviluppato per la buona causa. I giovani medici del grande ospedale degli Incurabili formavano il ‘Battaglione Sacro’ della nostra Repubblica», scriveva Vincenzo Cuoco nel suo saggio storico sulla Rivoluzione napoletana del 1799.

Oggi, il reclutamento di cittadine e cittadini di buona volontà della cosiddetta “società civile” rilancia un impegno con la volontà precisa di proseguire, non disperdere e vivificare l’eredità di idee, coerenza e amore per i beni comuni che l’Avvocato Gerardo Marotta ha incarnato nel suo percorso terreno, idealmente saldato ai valori di quei martiri del 1799 che testimoniano, ancora oggi, la necessità di prendersi cura e farsi carico di un patrimonio a costante rischio, come la libertà.

Non a caso l’iniziativa del 24 gennaio rappresenta la prima tappa di un percorso che nel 2020 vedrà, all’interno del Museo delle Arti Sanitarie, dibattiti sullo stato dell’arte e della cultura a Napoli per contrastare il degrado e l’incuria del territorio. Infatti, tutte le associazioni hanno convenuto sulla necessità di impegnarsi a formare i giovani cittadini per fiancheggiare le istituzioni preposte che spesso non riescono a fronteggiare il manifesto degrado dei monumenti in città. Una biblioteca, un museo sono una goccia diluita in un mare di indifferenza ai problemi della città se non riescono a trasmettere ai suoi abitanti la percezione di quanto il degrado – amplificato dalla piaga sociale dell’indifferenza e della rassegnazione globali, parenti dell’inazione rinunciataria - li danneggi. © RIPRODUZIONE RISERVATA