Manovra, sgravi a chi assume under 35: per la nuova Cig 5 miliardi

Lunedì 19 Ottobre 2020 di Jacopo Orsini

Il governo cerca di far ripartire l'economia puntando anche sul lavoro dei giovani. Nella legge di bilancio entra infatti un nuovo incentivo per le assunzioni. Dall'anno prossimo verranno azzerati per tre anni i contributi previdenziali a carico delle imprese che daranno lavoro a persone con meno di 35 anni. Lo sconto, che si affianca a quello già previsto per le aziende del Sud senza limiti di età, vale su tutto il territorio nazionale. Per finanziare gli sgravi nella manovra sono stati destinati 700 milioni. Per le imprese si tratta di un risparmio che può arrivare fino a circa 6mila euro l'anno. Il tetto di reddito su cui calcolare lo sconto verrà fissato infatti a una retribuzione di 24 mila euro lordi l'anno.
Il bonus per le assunzioni ai più giovani si affianca a una radicale semplificazione delle modalità di accesso all'esercizio di alcune professioni regolamentate - fra cui odontoiatra, farmacista, veterinario e psicologo - varato nella notte di sabato insieme alla manovra dal governo. Il Consiglio dei ministri ha dato via libera infatti a un disegno di legge che introduce nuove disposizioni in materia di titoli universitari abilitanti «finalizzato a una più diretta, immediata ed efficace collocazione dei giovani nel mercato del lavoro».
«Far ripartire l'economia significa innanzitutto avere più lavoro, a partire dai giovani. Per questo in tutta Italia chi assumerà giovani sotto i 35 anni avrà i contributi integralmente pagati dallo stato, mentre con 200 milioni consentiremo a decine di migliaia di giovani di partecipare al servizio civile universale», ha spiegato il ministro dell'Economia, Roberto Gualtieri. «È una misura che ho fortemente voluto per rilanciare concretamente l'inserimento lavorativo dei giovani, una delle nostre risorse più grandi. Rendiamo i nostri figli protagonisti della rinascita del Paese», ha aggiunto la titolare del Lavoro, Nunzia Catalfo. Non tutti comunque hanno approvato lo sconto. Il deputato di Leu, Stefano Fassina, ha definito l'azzeramento dei contributi una misura «sbagliata perché, a livello macroeconomico, non genererà un posto di lavoro in più nella fase in corso segnata dal crollo della domanda aggregata ma avrà l'unico effetto di riallocare la scarsa domanda di lavoro che c'è da parte delle imprese». A essere colpita, ha aggiunto, sarà «quell'enorme fascia di precariato over-35 che sarà buttata fuori dalle aziende o, nel migliore, dei casi rimarrà prigioniera della precarietà».

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Tornando alla manovra da complessivi 39 miliardi un altro pilastro è il rifinanziamento per l'anno prossimo con 5 miliardi della cassa integrazione per le aziende colpite dalla pandemia. Gli aiuti non saranno per tutti, come era stato nella prima fase dell'emergenza Covid, ma solo per le imprese che hanno subito perdite oltre una certa soglia. I fondi, ha puntualizzato il ministro dell'Economia, «garantiranno la cassa integrazione a chi ne avrà bisogno anche nel 2021». Prorogato per tutto l'anno anche il blocco dei licenziamenti. «Siamo fiduciosi in una forte ripresa economica. Ci aspettiamo più assunzioni e un aumento dei posti di lavoro, non dei licenziamenti», ha detto ancora Gualtieri.


IL FISCO
Un altro capitolo rilevante è quello che riguarda le tasse. Alla riforma del fisco vengono destinati 8 miliardi a cui si aggiungeranno eventualmente le risorse recuperate dalla lotta all'evasione. Il dettaglio delle misure è comunque ancora tutto da definire e nel governo per ora le idee su come agire sono diverse. Anche se di sicuro si punta a varare già a metà del prossimo anno l'assegno unico per i figli, che a regime vale 6 miliardi. In sostanza i vari bonus mamme e bambini previsti finora e le detrazioni per i figli verranno razionalizzati e sostituiti da un nuovo aiuto unico che verrà esteso anche agli autonomi e agli incapienti (i contribuenti che hanno un reddito lordo annuo inferiore a 8mila euro) .
«La manovra stanzia le risorse per realizzare la riforma fiscale e mette a regime il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori entrato in vigore lo scorso luglio - ha sottolineato il ministro dell'Economia -. A luglio partirà l'assegno unico per i figli, e dal 2022 la riforma dell'Irpef, che verrà alimentata anche da un fondo in cui confluiranno le maggiori entrate derivanti dal contrasto all'evasione fiscale, che insieme alla digitalizzazione dei pagamenti è una priorità di questo governo». Al taglio del cuneo fiscale, cioè la differenza tra il costo complessivo per l'azienda di un dipendente e lo stipendio netto del lavoratore, vengono destinati 1,8 miliardi. Si tratta dei 100 euro in busta paga che da gennaio diventeranno strutturali anche per i redditi da 28mila a 40mila euro (per i redditi più bassi il bonus era già previsto).

Ultimo aggiornamento: 18:32 © RIPRODUZIONE RISERVATA