Ristoranti, gelaterie, pasticcerie: contributi da 1.000 a 10 mila euro

Venerdì 16 Ottobre 2020 di Rosario Dimito
Ristoranti, gelaterie, pasticcerie: contributi da 1.000 a 10 mila euro

Da 1.000 euro fino a un massimo di 10.000 euro, al netto dell’IVA. E' il contributo a fondo perduto, previsto dal nuovo decreto attuativo del dl Rilancio dello scorso agosto, al varo in queste ore di concerto con il Mef, a favore di ristoranti, gelaterie, pasticcerie, ristorazione ambulante. Al punto 1 del decreto attuativo si precisa che è Poste italiane S.p.a. il concessionario della misura, che avrà la responsabilità di acquisire le domande, effettuare la valutazione e il controllo delle richieste e, successivamente all’autorizzazione del MIPAAF, provvedere al pagamento dell’anticipo e del saldo del contributo. Il contributo, si legge nel provvedimento, è concesso per l’acquisto, effettuato dopo il 14 agosto 2020 e dimostrato attraverso apposita documentazione fiscale, di prodotti agroalimentari (inclusi prodotti vitivinicoli, della pesca e dell’acquacoltura). 



 

Per rispondere al requisito della valorizzazione della materia prima di territorio il richiedente deve aver acquistato prodotti rientranti nelle seguenti categorie:
•prodotti da vendita diretta;
•prodotti ottenuti da filiera nazionale integrale dalla materia prima al prodotto finito.


Ai fini dell’attuazione della presente misura agevolativa sono considerati prioritari gli acquisti di prodotti DOP e IPG e di prodotti ad alto rischio di spreco, questi ultimi riportati nell’allegato 1 del decreto. Nell’elenco, aggiornabile con decreto del MIPAAF, compaiono prodotti rientranti nel paniere elaborato dal “Tavolo per la lotta agli sprechi e per l’assistenza alimentare” per il Programma di distribuzione delle derrate alimentari agli indigenti, come latte 100 % italiano, prosciutto crudo dop e prosciutto cotto 100% italiano, olio extra vergine di oliva 100% da olive italiane e/o dop e d altri prodotti di origine italiana.


Il Soggetto beneficiario è tenuto ad acquistare almeno 3 differenti tipologie di prodotti agroalimentari e il prodotto principale non può superare il 50% della spesa totale.

 

Ultimo aggiornamento: 17 Ottobre, 06:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA