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Superbonus, proroga per le villette e taglio delle accise sulla benzina: ecco cosa cambia

Mercoledì 20 Aprile 2022
Superbonus villette e taglio delle accise: sì al Def ma i partiti chiedono più deficit

Proroga della possibilità di accedere al superbonus per le abitazioni unifamiliari. E rimozione di alcuni ostacoli alla circolazione dei crediti, semper maturati nell'ambito del superbonus. Poi conferma delle misure di contenimento dei costi energetici (su benzina, elettricità e gas) e incremento delle risorse destinate agli enti locali. Una buona parte delle richieste inserite nelle risoluzioni con cui Camera e Senato hanno dato il via libera al Documento di economia e coincidono con le misure che lo stesso governo stava già preparando in vista del nuovo provvedimento che sarà approvato entro il mese di aprile. Ma i testi, come di consueto, presentano anche proposte più legate alle cure ai singoli partiti: ad esempio la Lega ha rivendicato il riferimento al nodo delle cartelle esattoriali.

LA CONVERGENZA

Sulle misure relative al superbonus la convergenza tra i partiti è ampia. Per le villette, si tratta di spostare in avanti (probabilmente di tre mesi anche se la data non è specificata) il termine del 30 giugno, entro quale il deve essere completato il 30 per cento dei lavori. Viene inoltre richiesto di precisare che la percentuale in questione sia riferita al complesso dei lavori e non ai singoli interventi. Il pressing è forte anche su tutta la questione della cessione dei crediti, le cui regole sono cambiate più volte a seguito delle varie strette anti-frode, che però allo stato attuale stanno bloccando anche il ricorso allo strumento. In particolare nella risoluzione approvata a Montecitorio si chiede di «valutare la possibilità di cedere a soggetti diversi da banche, istituti finanziari e assicurazioni in caso di cessione non solo ad esaurimento del numero delle possibili cessione attualmente previsto, ma anche prima». Sul fronte energia l'indicazione politica è di confermare gli interventi con cui il governo ha cercato di mitigare l'incremento dei costi. La scadenza più ravvicinata è quella di inizio maggio, quando andrà a esaurirsi il taglio di 30 centesimi delle accise sui carburanti. L'esecutivo potrebbe prevedere una ulteriore proroga di un mese. Altri due caldi capitoli sono quelli che riguardano i Comuni e il settore delle costruzioni. Nel primo caso si tratta di garantire maggiori risorse allentando le restrizioni di bilancio, quindi adottando di utilizzare gli eventuali avanzi. 

Per i rincari dei materiali che rischiano di bloccare gli investimenti nelle infrastrutture l'indicazione è di «adeguare i fondi alla dinamica imprevista dei costi dell'energia e delle materie prime sia per i in corso di esecuzione che per quelli prossimi di affidamento prioritariamente con riferimento ai progetti individuati nel Pnrr». si accenna anche a possibili interventi di politica dei redditi: si parla di «sostenere il lavoro promuovendo misure di sgravi fiscali o contributivi». Vengono sollecitate poi azioni sul fronte sociale, in particolare contro la povertà. si accenna anche a possibili interventi di politica dei redditi: si parla di «sostenere il lavoro promuovendo misure di sgravi fiscali o contributivi». Vengono sollecitate poi azioni sul fronte sociale, in particolare contro la povertà. si accenna anche a possibili interventi di politica dei redditi: si parla di «sostenere il lavoro promuovendo misure di sgravi fiscali o contributivi». Vengono sollecitate poi azioni sul fronte sociale, in particolare contro la povertà.

Queste misure possono essere finanziate con i circa 6 miliardi di resi disponibili (a parità di obiettivo in termini di rapporto deficit/Pil) dal buon andamento delle entrate fiscali. Sullo sfondo resta però l'eventualità di ricorrere a un ulteriore disavanzo «qualora si può ottenere un peggioramento dello scenario economico» formula di compromesso che per momento non lega le mani all'esecutivo. Infine la maggior parte chiede al governo di promuovere una revisione delle regole di bilancio europee a partire dall', anche nel 2023, della clausola di salvaguardia che sospende il Patto di stabilità e crescita.

 

Ultimo aggiornamento: 22 Aprile, 10:47 © RIPRODUZIONE RISERVATA