Zona arancione nel Lazio, cosa cambia: bar e ristoranti chiusi, no asporto dopo le 18

Giovedì 14 Gennaio 2021 di Mauro Evangelisti
Zona arancione nel Lazio, cosa cambia: bar e ristoranti chiusi, no asporto dopo le 18

Classificazione complessiva del rischio alta, percentuale di saturazione dei posti letto Covid di terapia intensiva al 34 per cento e in area medica al 44. L'Rt, l'indice di trasmissione, ormai ha toccato 1,1. Tutti questi elementi messi in fila confermano che il Lazio si avvia al salto dalla fascia gialla (quella con meno limitazioni occupata da quando è iniziato il sistema dei colori) all'arancione. Secondo il Ministero della Salute le nuove classificazioni saranno ufficializzate dalle valutazioni della cabina di regia di domani e diventeranno operative da domenica. In sintesi: sabato dovrebbe essere l'ultimo giorno in fascia gialla, anche se ad oggi c'è ancora qualche punto interrogativo. E in arancione finiranno, secondo le previsioni, altre regioni: Friuli-Venezia Giulia, Liguria, Puglia, Umbria, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige. Già sono in questa fascia di rischio Calabria, Veneto, Lombardia, Sicilia ed Emilia-Romagna, ma per alcune c'è la possibilità di diventare rosse. E cosa cambierà per Roma, per le altre quattro province laziali e per tutte le aree che passeranno da gialle ad arancione?

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BAR E RISTORANTI
Rispetto alla fascia gialla, questo è il cambiamento più pesante. I bar e i ristoranti dovranno restare chiusi sempre, non a partire dalle 18. Potranno comunque consegnare pasti e bevande a casa dei clienti. Per l'asporto si va verso la limitazione alle 18 riservata ai bar: l'obiettivo è evitare che si creino assembramenti davanti ai locali, una sorta di simulazione di vita notturna non autorizzata che diventerebbe rischiosa in questa delicatissima fase dell'epidemia. Ricapitolando: con il giallo a Roma era possibile andare al bar e al ristorante fino alle 18, in arancione è sempre vietato, si può ricorrere alla consegna a casa o in ufficio.


LO STOP AGLI SPOSTAMENTI
Oggi, in fascia gialla, i cittadini del Lazio si possono spostare tranquillamente da una provincia all'altra, a condizione che non superino i confini regionali. Con la classificazione in arancione questa libertà finisce: sono vietati gli spostamenti fuori dal territorio comunale. In questi casi viene sempre fatta notare la differenza che c'è tra un cittadino romano che, paradossalmente, può partire da La Storta e arrivare fino a Ostia (45 chilometri), e uno che abita a Civita Castellana o a Poggio Mirteto, vale a dire in comuni medio-piccoli. In realtà c'è una aggiustamento a questa regola: ci sono deroghe per i piccoli centri (con meno di 5mila abitanti e per una distanza a meno di 30 chilometri, con esclusione degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia). Ci si può spostare sempre per comprovati motivi di lavoro, salute e necessità. In generale, viene suggerito di muoversi il meno possibile. Discorso differente va fatto per il superamento dei confini regionali: in linea teorica, il sistema dei colori consentiva di spostarsi tra regioni gialle, ma il nuovo Dpcm lo proibirà senza distinzioni di colori e dunque, anche passando in fascia arancione, su questo fronte cambia poco. Comunque è sempre consentito il rientro nel comune di residenza, ma è necessaria l'autocertificazione.

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NEGOZI E CENTRI COMMERCIALI
Non ci sono limitazioni allo shopping nei giorni feriali. Discorso differente per i festivi e i prefestivi: i centri commerciali devono restare chiusi, si vuole limitare l'affollamento nelle gallerie di queste strutture che attirano sempre molte persone al sabato e alla domenica. Ci sono delle eccezioni: farmacie, parafarmacie, generi alimentari, tabaccherie ed edicole possono aprire anche all'interno di grandi strutture commerciali.


LA SCUOLA E I TRASPORTI
Qui il discorso si complica. Elementari e medie svolgeranno lezioni normalmente. Il Lazio ha deciso di riaprire le superiori il 18 gennaio: in linea teorica si potrebbe tornare in presenza, ma al 50 per cento. Ad oggi, però, non vi sono certezze. Chiuse le università. Per quanto riguarda il trasporto pubblico, la fascia arancione impone una percentuale di riempimento di treni, tram e bus inferiore al 50 per cento della capienza.

COSA NON CAMBIA
Una serie di limitazioni tra fascia gialla e fascia arancione sono sovrapponibili. La più importante di tutte è quella del coprifuoco: resta vietato circolare tra le 22 e le 5, sempre che non siano sussistenti le solite comprovate ragioni di lavoro, necessità e salute. E ovviamente bisogna avere l'autocertificazione che già era necessaria in fascia gialla. Palestre, piscine, teatri e cinema restano chiusi. Sospesa anche l'attività delle sale scommesse, dei bingo e delle slot machine.

Ultimo aggiornamento: 19:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA