L'ambasciata di Israele e l'Italia insieme per celebrare il centenario della conferenza di Sanremo

Giovedì 29 Aprile 2021
cento anni dal riconoscimento del popolo ebraico

Nell'aprile del 1920, i rappresentanti delle potenze vincitrici della Prima Guerra Mondiale, riuniti nella Conferenza di Sanremo, riconoscevano il diritto storico del popolo ebraico a un proprio focolare nazionale in Terra d’Israele. Ventotto anni dopo la Conferenza, fu fondato lo Stato d’Israele. Oltre un secolo di storia è trascorso da quell’evento, e l’Ambasciata d’Israele in Italia, in collaborazione con la Coalizione Europea per Israele (ECI), il Comune di Sanremo e le reti televisive coinvolte, ha quest’oggi celebrato l’anniversario con una cerimonia trasmessa in diretta sulla televisione nazionale italiana (RAI2) e sui social network dell'Ambasciata e condotta dalla giornalista Annalisa Chirico.

I saluti dell’ambasciatore d’Israele a Roma, Dror Eydar, e i messaggi di saluto del presidente israeliano, Reuven Rivlin, del primo ministro, Benjamin Netanyahu, e del ministro degli Esteri, Gabi Ashkenazi, si sono intrecciati con i messaggi del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Luigi Di Maio, degli ex presidenti del Consiglio, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni, una lettera di congratulazioni della presidente del Senato, Maria Elisabetta Casellati e gli interventi del governatore della Liguria, Giovanni Toti, e del sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri. Nel corso dell’evento, si è ricordata la recente inaugurazione di una piazza intitolata alla città di Sanremo nella città israeliana di Netanya. L’intitolazione, avvenuta nella giornata del 25 aprile alla presenza dell'ambasciatore italiano in Israele, Gianluigi Benedetti e del sindaco di Netanya, Miriam Feirberg Ikar, ha stimolato la proposta del sindaco di Sanremo, Alberto Biancheri, di un gemellaggio tra le due città.

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La grande musica dell’Orchestra sinfonica di Sanremo, diretta dal direttore d’orchestra israeliano Asher Fisch, ha accompagnato le magnifiche voci del tenore italiano Andrea Bocelli, che ha dedicato a Israele il brano "You will never walk alone", e della cantante lirica israeliana Chen Reiss, che ha intonato i brani “Halleluia” e “Gerusalemme d'oro”. Sono stati inoltre proiettati filmati sulla Conferenza di Sanremo prodotti dalla RAI e dall'Ambasciata d’Israele in Italia e svelati al grande pubblico documenti storici provenienti dagli archivi del Ministero degli Esteri italiano e del Comune di Sanremo. «Quando vagavamo per il mondo, ci dicevano: ‘Ebrei, andate in Palestina!’. La Dichiarazione Balfour del 1917, seguita dalla Conferenza di Sanremo, fu un tentativo da parte delle nazioni leader, di risolvere questa macchia», ha esordito l’Ambasciatore Eydar. «Nel febbraio 1919, alla Conferenza di Parigi, il leader del movimento sionista, Haim Weizmann, non chiese alcun territorio, se non la Terra biblica di Israele. Nell’aprile dell’anno successivo le Potenze alleate, riunite nuovamente a Sanremo, riconobbero agli ebrei il diritto a fondare un focolare nazionale presso la loro antica terra e affidarono alla Gran Bretagna il mandato sulla regione, perché fosse d’aiuto nella realizzazione del piano. A Sanremo, dunque, la Dichiarazione Balfour divenne parte del diritto internazionale. Con Sanremo, dunque, siamo ritornati nella Storia per parteciparvi, offrendo il nostro contributo al mondo e all’Italia», ha proseguito, ricostruendo i fatti storici.

«Ricordo come, da bambino, guardavo la bandiera britannica del governo mandatario e sognavo il giorno in cui quella bianco-azzurra con la Stella di David sarebbe stata al suo posto» ha dichiarato il presidente israeliano Rivlin. «La mia gratitudine alla leadership italiana per aver ospitato la Conferenza di Sanremo, importante pietra miliare nel ristabilimento della sovranità del popolo d’Israele nella Terra d’Israele. Grazie per la vostra sincera amicizia con il popolo ebraico e con lo Stato d’Israele». A queste parole hanno fatto eco quelle del primo ministro israeliano Netanyahu: «Sanremo ha reso la decisione britannica di Balfour una decisione internazionale delle grandi potenze. A Sanremo, la comunità internazionale riconobbe ufficialmente il diritto indiscutibile del popolo ebraico alla Terra d'Israele, realizzatosi 28 anni dopo con la nascita dello Stato di Israele. Il mio grazie a voi per aver supportato questa causa». «Celebriamo oggi la Conferenza di Sanremo, a 28 anni dalla quale Ben Gurion proclamava la nascita di Israele», ha affermato il ministro degli Esteri israeliano Ashkenazi. «Poco dopo, i due Paesi stabilivano le relazioni diplomatiche. Da allora, le relazioni si sono rafforzate sempre più e sono certo che continueremo a lavorare insieme per i nostri popoli. Sanremo ha delineato una visione di speranza e di pace, e su questi ideali abbiamo di recente costruito, scrivendo la storia con gli Accordi di Abramo», ha aggiunto, evidenziando le implicazioni di Sanremo sui rapporti bilaterali. A conferma della solidità del rapporto tra Italia e Israele, anche le parole del ministro Di Maio. «Vi ringrazio per avermi offerto l’opportunità di intervenire anche a nome del Presidente del Consiglio in questa cerimonia», ha esordito. «Recependo nel diritto internazionale la Dichiarazione Balfour del 1917, la risoluzione di Sanremo confermò il sostegno alla creazione di quel focolare nazionale ebraico che rappresenta da allora uno dei simboli dell’identità nazionale israeliana. In questo anniversario, l’Italia riafferma il proprio impegno a difendere il diritto di Israele a esistere, e a contribuire alla costruzione di un futuro di pace, sicurezza e prosperità per le generazioni di oggi e di domani». Soffermandosi poi sul problema dell’antisemitismo, ha aggiunto: «La crisi scatenata dalla pandemia alimenta messaggi di antisemitismo e negazionismo. Dobbiamo rimanere uniti nel combattere queste tendenze. Come ha ricordato la senatrice Segre, ‘La memoria è ancora oggi un vaccino prezioso contro l’indifferenza’». «L’Italia svolse una funzione fondamentale per la riuscita della Conferenza. Ancora una volta, la storia ci fa comprendere quanto l’Italia possa favorire i processi di pace in tutto il suo vicinato», ha rimarcato la presidente del Senato Casellati. «Colgo l’occasione per sottolineare il solido legame di amicizia, collaborazione e scambio tra Italia e Israele, nella comune condivisione dei valori democratici». Particolare risalto alla rilevanza della cooperazione tra i Paesi è stata data da Gentiloni. «Le relazioni tra Italia e Israele si fondano sulla storia e su una cooperazione unica. La crisi generata dalla pandemia ne ha confermato l’importanza», ha dichiarato. «Abbiamo imparato gli uni dagli altri e compreso l’importanza della scienza, della cooperazione internazionale e dell’apprendimento da quest’ultima, dalla storia, dalla memoria e dai risultati prodotti dalla buona amicizia tra i Paesi». Sull’importanza di proseguire lungo il cammino di pace iniziato a San Remo, si è poi soffermato Renzi: «La Conferenza di Sanremo, che è stata e sarà una città della pace, non è soltanto una pietra miliare della storia d’Israele. Ci ricorda l’importanza d’investire nella nostra amicizia e nel futuro. Di recente, Israele ha concluso un grande trattato, gli Accordi di Abramo. Credo sia tempo di riconoscerne l’importanza per il resto del mondo. Come ho detto in passato dinanzi alla Knesset, Israele non ha il diritto, ma il dovere di esistere, perché ne abbiamo bisogno, necessitiamo dell’intelligenza, della leadership, dei sogni e della visione di questo Paese». Infine, il presidente Toti ha posto l’accento sul rapporto tra Israele e la regione da lui presieduta, definendo il legame tra la Liguria allo Stato di Israele “un’amicizia antica”.

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