Forcella, a Napoli un vicolo trasformato in un cimitero per scooter abbandonati: «Segnalazioni e denunce inutili»

Giovedì 26 Maggio 2022 di Antonio Folle
Forcella, a Napoli un vicolo trasformato in un cimitero per scooter abbandonati: «Segnalazioni e denunce inutili»

Da diversi anni nell'antico dedalo di vicoli e vicoletti del centro storico partenopeo "fioriscono" attività ricettive, alberghi ed alberghetti a conduzione più o meno familiare, bar e ristoranti. Un boom turistico figlio della favorevole congiuntura economico-politico-sociale internazionale e di una città, Napoli, in grado di "soddisfare" le esigenze dei turisti di ogni fascia di prezzo; dai ricchi milionari ospitati nei lussuosi alberghi del lungomare ai turisti mordi e fuggi che preferiscono i b&b. Anche il quartiere Forcella, come tutti i quartieri del centro storico, è preso d'assalto da visitatori provenienti da ogni parte d'Italia e del mondo ma, nonostante i generosi sforzi degli imprenditori locali, il quartiere continua a essere alle prese con inciviltà diffusa e dilagante che rischia di macchiarne inevitabilmente l'immagine.

E' il caso di via Giudecca Vecchia, nota strada del quartiere dove da ormai diversi mesi i residenti segnalano il continuo "scarico" di carcasse di scooter più o meno demolite. Lo scorso mese di marzo aveva destato scalpore l'immagine dello scooter gettato per intero all'interno di un cassonetto - forse gli incivili che lo avevano abbandonato pensavano che uno scooter potesse essere smaltito nella raccolta indifferenziata -, episodio che aveva destato non poche perplessità anche tra i tanti turisti che ogni giorno visitano il quartiere di Forcella. 

Da alcuni giorni, dopo numerosi altri abbandoni, a ridosso degli stessi cassonetti - i residenti avevano già chiesto diverse volte la loro rimozione - è comparsa ancora una volta la carcassa di uno scooter abbandonata nottetempo. Scooter rubato o "avanzo" di qualche officina meccanica della zona che trova più semplice disfarsi degli scooter lasciandoli tra i cassonetti? Non è dato sapere. Anche perchè, come hanno testimoniato i residenti, le segnalzioni alla Polizia Municipale e le richieste d'intervento non hanno, almeno per il momento, ottenuto risposta. 

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«Sono quattro anni che ci occupiamo di Forcella - spiega Giovanni Barone, noto attivista del quartiere - cercando di sensibilizzare le due Municipalità che si dividono il territorio sulla pulizia delle arterie stradali, spesso popolate più da ratti e insetti che da turisti. A Forcella qualcuno ha preso la pessima abitudine di abbandonare scooter interi nei cassonetti, vanificando gli sforzi fatti negli scorsi mesi per riqualificare la zona e ridarle dignità anche agli occhi dei tanti turisti che, oggi, scelgono Forcella come punto d'appoggio per le loro vacanze napoletane. Non si può tollerare che un intero quartiere sia ostaggio di pochi incivili che pensano di poter agire in questo modo - continua l'attivista del comitato "Rinascita di Forcella - e per questo le nostre segnalazioni alle forze dell'ordine ed alle istituzioni locali si moltiplicano giorno dopo giorno. C'è da dire, però, che a fronte dell'attivismo spontaneo dei cittadini non vediamo, almeno per ora, una risposta soddisfacente. La presenza di uno scooter, con tanto di targa, abbandonato nei cassonetti a via Giudecca Vecchia è stata segnalata già da quattro giorni, ma nessuno è venuto per prelevarla e cercare, attraverso la targa che è ancora ben visibile, di risalire all'identità del proprietario. A che serve segnalare - conclude Barone - se nessuno da risposta?»

 

In questi giorni il territorio di Forcella è alle prese con un'altra e ben più pericolosa emergenza: quella della recrudescenza del racket e i raid intimidatori ai danni dei commercianti del quartiere. Una emergenza che lo Stato dovrà affrontare con tutte le sue forze, magari decidendosi finalmente a dare vita a quei presidi territoriali fissi che i cittadini chiedono da anni. Anche riportare il decoro nelle stradine secondarie, però, potrebbe essere una prima risposta delle istituzioni a quei cittadini che, nella lotta eterna tra Stato e antistato cominciano a perdere la speranza. 

 

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