Capri, l'isola utopia concreta come viatico di felicità

Venerdì 9 Aprile 2021 di AnnaChiara Della Corte
Capri, l'isola utopia concreta come viatico di felicità

Slegarsi da una prospettiva strettamente commerciale che vede nel vaccino un mero strumento di ritorno al lavoro può essere un’operazione utile a capire il senso più profondo della campagna di vaccinazione diffusa per gli over 16 sull’Isola di Capri, come su quelle di Ischia e Procida.

Una lettura diversa, umanista, quella che ci propone la Presidente designata del Rotary Club Capri, la Professoressa Luisa Federico. “ L’isola ha una sua sacralità,  non basta vederla, è necessario conservarne il sentimento.  Sono proprio le emozioni legate all’esperienza dell’isola, lo stupore, la meraviglia, ciò che vogliamo trasferire ai nostri ospiti. Quando parliamo di turismo, ci riconosciamo in tutti quei visitatori che prediligono l’isola come luogo di approdo.”

 

In tal senso si guarda con ambizione ad un turismo che sia sempre più responsabile, consapevole, esperienziale. E qui viene in aiuto il concetto di utopia. Alle radici della modernità troviamo infatti tante prospettive di luoghi utopici, sempre collegati ad un’isola. Nella sua dimensione di spazio ristretto, vicina e al contempo lontana dalla terraferma , Capri testimonia l’idea di puntare al mutamento, mettendo in atto una trasformazione organica.

“Quando si è aperto il discorso sulla possibilità per Capri di tornare ad accogliere ospiti, in seguito alla decisione del  Presidente regionale De Luca in sinergia con  l’ASL Napoli 1 e  le Amministrazioni locali, di estendere la vaccinazione  a tutti gli isolani, la dimensione dell’utopia  ha funzionato come un archetipo.” Sostiene Federico, che prosegue:  “ Un ideale, sedimentato nel profondo, che ha spinto i nostri stessi governatori a guardare a Capri , e le altre isole, come un laboratorio.”

Si tratta di nient’altro che favorire la vocazione naturale di Capri di accogliere e allo stesso tempo di essere meta di sogno e speranza. Un’isola che rinasce, dal torpore invernale e dalla sospensione generalizzata delle attività,  diventa  simbolo di una rinascita generale. “Si pensi a Campanella e alla sua Città del Sole, dove regnano sapienza, pace e amore, o all’immagine di una pietra scagliata in mare da cui partono cerchi concentrici, un meccanismo virtuoso che porterebbe quindi vantaggio ad altre comunità. “ La Professoressa ricorda infine le parole di Oscar Wilde in un saggio sul socialismo datato 1891 : “Una carta del mondo che non contiene il Paese dell'Utopia non è degna nemmeno di uno sguardo, perché non contempla il solo Paese al quale l'Umanità approda di continuo. E quando vi getta l'àncora, la vedetta scorge un Paese migliore e l'Umanità di nuovo fa vela.” E a questo immaginario che bisogna aggrapparsi per guardare con rinnovato ottimismo al futuro delle isole e del Paese intero.

Con il Rotary Club, di cui a breve sarà la Presidentessa, dopo il passaggio di testimone con l’attuale Presidente Antonino Moccia,  Luisa Federico intende mettere a punto un programma dedicato alla custodia del mare in collaborazione con i giovani, cui i quali vanta un rapporto consolidato, anche in virtù della sua carriera di docente.

“Tema centrale della nostra esistenza, il mare,  richiede azioni concrete che con i giovani del Rotaract  e con le associazioni ambientaliste dell’isola, porteremo avanti.”

Dopo un così lungo periodo di isolamento forzato, è più che mai indispensabile gettare dei ponti con istituzioni, attività, fondazioni culturali che rendano Capri teatro di attività artistico-culturali ed all’altezza delle grandi sfide del domani.

 

 

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