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Pessoa luna park, attrazioni artistiche e sociali ai Quartieri Spagnoli

Martedì 20 Settembre 2022 di Giovanni Chianelli
Pessoa luna park, attrazioni artistiche e sociali ai Quartieri Spagnoli

Una delle attrazioni si chiama “Biliardina trans”, un calciobalilla in cui, per la prima volta, sono ricalcati su donne i 22 pupazzi che si contendono la pallina bianca: da Rita Levi Montalcini a Sofia Loren, da Anna Frank a Tina Pica, figure che hanno avuto un grande rilievo nella storia italiana e mondiale: «Quando da adolescente giocavo a biliardino ero molto forte, ma notavo cose strane: mi ritrovavo a praticarlo solo con maschi e le statuine replicavano maschi. Non c’era equilibrio». E perché trans? «Perché sulla mia biliardina c’è un manifesto in cui si legge la storia di Sara Carbone, una trans impegnata nel sociale», dice Roxy in the box che firma l’opera, e dà così il benvenuto d’autore al Pessoa Luna Park, il primo parco giochi pensato, principalmente, per giovani adulti – di età tra i 18 e i 35 anni, ma sono ben accetti gli sconfinamenti – e dedicato ai temi dell’ambiente e dell’inclusione, all’insegna dell’arte. È stato inaugurato il 18 settembre nel centro di Napoli, al parco dei Quartieri spagnoli, e per ora è aperto fino al 16 ottobre, dal mercoledì alla domenica dalle 18 all’una di notte, a ingresso gratuito; ma potrebbe tornare dalla prossima primavera e, perché no?, diventare permanente. 

«Puntiamo su aree pubbliche abbandonate, ricreiamo una loro funzione riempiendole di interventi artistici con finalità sociali», dice Azzurra Galeota, direttore artistico del Collettivo Pessoa che ha ideato già da tempo il parco culturale itinerante, e dopo averlo sperimentato ad Angri e Salerno ha deciso di sbarcare nel capoluogo. Il processo che ha portato alla creazione del parco la Galeota lo definisce di autocostruzione: «Una fase che ha preceduto l’inaugurazione per realizzare stand e attrazioni con cui gli avventori potranno divertirsi. Si tratta di un luna park e perciò si giocherà: per parlare di cose serie in maniera non seriosa». C’è “Indovina chi ci sta rovinando” in cui il celebre gioco da tavola ha come bersaglio i potenti della terra, noti come Donald Trump e meno noti come Leo Gerstenzang, che nel 1923 inventò i cotton fioc; poi “Zitto e pedala”, un abitacolo per antichi videogames (quando furono lanciati erano soprattutto quelli di Pac-man) che viene azionato pedalando. E un laboratorio dove vengono riciclati i rifiuti e con una stampante 3d si produce la Marchetta giusta, la moneta corrente del parco giochi, il gettone con cui si accendono le attrazioni.

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Il tutto immerso in un’atmosfera di festa: si mangia street food di qualità come Crisps4all e i piatti di contest culinari su tradizioni gastronomiche dei vari quartieri di Napoli, si balla e si canta, tra cori gospel a cappella, un’area dance e un palco per la musica dal vivo. E ancora workshop di sartoria e di cosmetica domestica, sezioni di cinema all’aperto, talk con la giornalista Anna Trieste, un open mike condotto da Paolo Franceschini, speaker radiofonico, con cui darsi alla slam poetry o richiamare l’uditorio su tematiche a scelta, sul modello di Hyde Park, e tutto si può seguire dalle sedute ricavate da pallet e vecchi sacchi di juta. Roxy in the box presenta un’altra installazione, Ricchioners, un tiro al bersaglio provocatorio che prende di mira l'omofobia: «Mi affascina moltissimo l’idea di un parco giochi in cui si attiva di meno il brivido, dato che non ci sono montagne russe, e di più il cervello e il cuore», dice l'artista. Su tutto vigila la scritta tutelare di Fernando Pessoa. Il perché lo spiega Galeota: «Abbiamo intitolato a lui il collettivo e il parco perché lo scrittore portoghese era un emblema dell’apertura e della molteplicità, vogliamo che il nostro luna park sia così».

Ultimo aggiornamento: 10:25 © RIPRODUZIONE RISERVATA