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Sprechi a Napoli, il ponte di via San Giacomo dei Capri che da 40 anni arriva nel nulla

Lunedì 14 Febbraio 2022 di Paolo Barbuto
Sprechi a Napoli, il ponte di via San Giacomo dei Capri che da 40 anni arriva nel nulla

Il ponte di via San Giacomo dei Capri è uno scandalo tutto napoletano. Da quarant'anni quella striscia sopraelevata d'asfalto, lunga poco più di cento metri, parte da via Jannelli e finisce nel nulla. La storia è nota, nasce negli anni' 70 del secolo scorso quando il traffico verso la zona ospedaliera si incastrava sulle curve di via Jannelli e si pensò di deviarne una parte verso via San Giacomo dei Capri. Erano anni in cui l'uscita della Tangenziale verso la zona ospedaliera era ancora un'ipotesi lontana, le necessità del caotico traffico napoletano imponevano soluzioni. Inizio lavori nel 1979, fine dei lavori nel 1982 perché la ditta che stava lavorando fallì. Da quel momento il ponte è rimasto fermo, monumento all'abbandono, all'incapacità di trovare soluzioni, simbolo della Napoli incapace di superare le difficoltà burocratiche.

Nel corso degli anni sono state infinite le campagne di sensibilizzazione per cercare una soluzione a quell'orrore, nessuna ha centrato l'obiettivo. Nei decenni trascorsi ogni sindaco e ogni assessore almeno una volta ha giurato che avrebbe fatto qualcosa, ma nessuno ha fatto nulla.

Adesso c'è una nuova vampata di rabbia e orgoglio che è partita dal basso e potrebbe sfociare in una soluzione finalmente reale. Tutto nasce durante il lockdown quando una donna che affaccia sul ponte della vergogna, chiusa in casa per via delle restrizioni, inizia a osservare quella fetta d'asfalto che abitualmente guarda con distrazione, ne sente il peso, ne percepisce il fastidio, inizia a scrivere sul web cercando qualcuno che la sostenga in una nuova battaglia per sconfiggere quel mostro: «Ho iniziato a utilizzare i social per cercare sostegno in una battaglia che coinvolgesse l'amministrazione - spiega oggi Marianna Mastropietro - ho scoperto che c'erano migliaia di persone che la pensavano come me. Siamo riusciti a ottenere ascolto, nella passata Giunta comunale, dall'ex assessore Clemente, ma non è accaduto nulla. Poi siamo stati intercettati dal progetto Premio Green Care che ha deciso di sostenere la nostra sfida».

«Abbiamo preso a cuore la vicenda. Siamo sempre vicini alle iniziative che partono dal basso - dice Benedetta de Falco leader dell'associazione Green Care - così abbiamo pensato di rifarci alle grandi esperienze internazionali nelle quali le sopraelevate urbane abbandonate sono state trasformate in giardini a disposizione dei cittadini. Abbiamo intercettato il Premio Convivialità Urbana che, da sempre, è attento alle ipotesi progettuali innovative. A breve sarà presentato un concorso con un premio da 10.500 euro che andrà all'architetto capace di pensare una soluzione innovativa, verde e realizzabile. Quando il progetto sarà realizzato e presentato, all'amministrazione locale, basterà recepirlo e realizzarlo. Non occorreranno spese enormi».

 

Anche per il ponte verso il nulla di via San Giacomo dei Capri il palleggio di responsabilità è infinito. La storia inizia con un investimento da 800 milioni di lire, poco meno di 400mila euro d'oggi, la questione finisce con una spesa per l'abbattimento che supererebbe il milione e mezzo di euro, ecco perché sarebbe una follìa pensare di buttarlo giù. Senza contare che la demolizione avrebbe anche un pesantissimo costo sul fronte dell'inquinamento ambientale. I nomi dei responsabili dello scempio si sono perduti nelle sabbie mobili del tempo, nessuno li cerca più anche perché la documentazione della bretella è praticamente irrecuperabile negli archivi del Comune.

L'ultimo a sbilanciarsi sul futuro del ponte è stato il sindaco Luigi de Magistris nel lontano 2014, sollecitato dal settimanale Vomero Magazine che all'epoca lanciò un nuovo assalto giornalistico alla struttura, Dema spiegò: «Siamo pronti a una rinascita verde, abbiamo i fondi del Forum delle Culture a disposizione. Quello scempio sarà cancellato, basta che ci arrivi un progetto». Alla richiesta del sindaco hanno risposto nel 2021 due iscritti ad architettura, studenti dell'allora assessore all'urbanistica Carmine Piscopo, sono Mirko Cicco e Gianluca Picariello che inviarono proprio a Vomero Magazine il loro progetto di rinascita del ponte. Però, nel frattempo, le promesse del sindaco erano già scadute e dopo qualche mese de Magistris avrebbe lasciato la sua poltrona.

Oggi si riparte da zero. Si cerca un progetto da presentare all'amministrazione, si spera che ci sia la volontà di realizzarlo. Nel frattempo il ponte della vergogna resta lì, beffardo, a umiliare la città, monumento all'abbandono e all'incapacità di trovare soluzioni. 

Ultimo aggiornamento: 19:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA