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Divieto di balneazione a Napoli: cosa succede a chi si tuffa, ecco a quanto ammonta la multa

Sabato 24 Luglio 2021 di Maria Pirro
Divieto di balneazione a Napoli: cosa succede a chi si tuffa, ecco a quanto ammonta la multa

La multa è salata. Può costare caro fare il bagno a Napoli, e non importa se si sceglie il lido chic, la piattaforma tra le rocce o la spiaggia pubblica. Proprio i tuffi sono vietati in via Partenope, sul lungomare Caracciolo, tra largo Nazario Sauro e Marechiaro, all'altezza di Palazzo Donn'Anna, fino a capo Posillipo. In otto  punti indicati nell'ordinanza del sindaco Luigi de Magistris, che fa riferimento ai risultati del monitoraggio Arpac e impone di non immergersi, probabilmente fino a martedì, nelle acque risultate inquinate. 

Direttore dell'Arpac è l'avvocato Luigi Stefano Sorvino, che spiega: «L'agenzia si occupa di effettuare controlli periodici, ogni 15 giorni, nelle 328 aree individuate a Napoli e in Campania, il 97 per cento balneabile, il 90 di qualità elevata. La situazione è tendenzialmente positiva, migliore dell'anno scorso. Ma si possono verificare criticità temporanee». Il motivo? «In questo caso il violento acquazzone, che si è avuto tra domenica 18 luglio e lunedì 19, potrebbe aver mandato in crisi il sistema fognario, determinando gli sforamenti riscontrati in gran parte del litorale cittadino ma anche altri Comuni. Diciassette siti, in totale, anche a Pozzuoli e Bacoli».  Ecco perché è già previsto che i prelievi dei campioni siano ripetuti il prossimo lunedì, a stretto giro, in modo da avere il nuovo verdetto dei tecnici di laboratorio nel giro di 24 ore. 

I principali indicatori sono l'escherichia coli e gli enterococchi intestinali. «La contaminazione fecale va evitata per tutelare la salute prima che l'ambiente», avverte Sorvino.«Bere l'acqua del mare con una alta carica batterica può innanzitutto determinare infezioni e problemi gastrointestinali», chiarisce l'assessore comunale Francesca Menna, competente di materia: è veterinaria, docente universitario alla Federico II. «Questo tipo di germi non hanno, però, nulla a che vedere con l'inquinamento da metalli pesanti di San Giovanni a Teduccio e Bagnoli, e hanno vita breve. Nel giro di 48 ore, spariscono anche grazie alle correnti. E i test in questione risalgono a già allo scorso martedì, immediatamente dopo l'allerta meteo». Di qui la richiesta di accelerare al massimo le verifiche e, nell'attesa del nuovo verdetto, l'invito a rispettare il provvedimento. A prescindere dai controlli, senza dubbio insufficienti. «Spetta alla Capitaneria di porto provvedere al monitoraggio della costa», afferma l'assessore. Ma gli uomini della sala operativa sostengono che i vigili urbani, per primi, sono chiamati a intervenire, mentre loro sono pronti a farlo più che altro se sollecitati. Su segnalazione. 

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E poi, non tutti sono a conoscenza dei divieti. Alla Gaiola è spuntato un avviso, alla rotonda Diaz è tutt'un'altra storia. Coppie, giovani, famiglie, bambini nuotano indisturbati, puntando braccia e sguardo verso Castel dell'Ovo. Negli stabilimenti, che possono restare aperti per l'elioterapia, i titolari sono invece responsabili e tenuti a proibire i tuffi per evitare di essere sanzionati, a loro volta. La multa per i bagnanti ammonta a 2064 euro, in base al codice di navigazione che viene applicato dalla Capitaneria, visto che nell'ordinanza comunale non è indicato alcun importo. La cifra corrisponde al doppio della sanzione minima, di 1032 euro, stabilita per questo tipo di trasgressioni. Sì, può costare caro fare il bagno a Napoli. 

Ultimo aggiornamento: 25 Luglio, 11:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA