Napoli, viaggio nella stazione della metro in piazza Municipio |Foto e video

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di Elena Romanazzi

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Napoli - La storia e l’arte contemporanea. La base della Torre aragonese e l’opera dell’israeliana Michal Rovener. Sarà questo quello che vedranno i passeggeri scendendo nella stazione della Linea 1 di piazza Municipio i cui sotterranei sono stati presentati dall'assessore alle Infrastrutture e Mobilità Mario Calabrese.



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A dicembre aprono due varchi, il primo a via Medina, il secondo di carattere provvisorio su un lato della piazza. La banchina lunga 120 metri si trova a 30 metri di profondità ed è già pronta.



Un cantiere aperto nel 2003, un progetto firmato dagli architetti Alvaro Siza e Edoardo Souto De Mura che ha subito ben 27 varianti per i meravigliosi ritrovamente archeologici. È stato trovato di tutto: strutture del porto di Neapolis, il Molo Angioino, due navi, torri aragonesi e vicereali, la Torre dell'Incoronata e i resti del Palazzetto del Balzo. All'interno della stazione verrà allestito un museo con i reperti archeologici e le navi ritrovate dopo due millenni, ora in fase di restauro.
Giovedì 18 Settembre 2014, 14:01 - Ultimo aggiornamento: 18-09-2014 20:17



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5 di 20 commenti presenti
2014-09-19 21:55:00
caro pappi86... ....gli alberi non li mettono perchè poi i giardinieri del comune dovrebbero lavorare...
2014-09-19 16:29:00
piu' verde a me il progetto per l'esterno della metro non piace. Vorrei più' verde e più' spazi per i bambini. In una fitta' dove c'e' pochissimo verde e dove i bambini non hanno posti per giocare (e lo fanno davanti a chiese e monumenti distruggendo le statue di palazzo reale o tirando palloni ai turisti) bisognerebbe sfruttare ogni occasione. Anche l'esterno della "meravigliosa" stazione di toledo non hanno messo NEMMENO un albero! Che si prevedano alberi , aiuole, aree attrezzate per i bambini invece che questi vialoni enormi! Non oso pensare la calura in piena estate...
2014-09-19 15:48:00
a vincenzo201 La metropolitana dell'arte, che è stata un'invenzione di Bassolino ed i cui risultati gode l'attuale sindaco, è una dicotomia ancora più accentuata con lo stato attuale di strade, scuole, edifici pubblici e privati, parchi, della raccolta dei rifiuti, ecc. Non si chiede per quale motivo "reale" si è fatto ricorso ad architetti di chiara fama mondiale ? Non si chiede se dietro il museo dei portoghesi Siza e Souto De Mura non possa esserci un flop come tanti nella Napoli dal 1980 ai giorni d'oggi (auditorium, impianto sportivo e rettilario di Bagnoli) ? Poi sappia che la frequenza delle corse della linea 1 è diminuita proprio con l'allungamento della linea sino a Garibaldi, con il numero dei treni fisso a quello degli anni '90. A mio avviso la metropolitana di Napoli linea 1 è un lusso per l'attuale città e l'unico motivo di "gloria" ed immagine, quando si inaugura una stazione anche più volte, per politici, poco degni di tal nome.
2014-09-19 15:10:00
Di quale dicotomia (che parolona!) parla, poverinoi2004? Se deve andare al lavoro, si muova e vada al lavoro. Se ha tempo, e spero ne abbia, avrà la possibilità di arricchire spirito e mente. La frequenza dei treni aumenterà una volta finito l'anello. Una cosa sono i soldi per la linea, altro per l'esercizio (treni compresi). Una stazione bella potrà sempre avere un servizio migliore. Una stazione brutta resterà tale per sempre, anzi andrà anche peggio, perché la bruttezza è una delle cause istiganti il degrado.
2014-09-19 07:07:00
Una metropolitana e.s.a.g.e.r.a.t.a ..... Una metropolitana e.s.a.g.e.r.a.t.a, perché dall'aspetto troppo sofisticato mentre il passaggio dei treni avviene ancora ad intervalli troppo poco frequenti. Esagerata la stazione di Municipio con un ennesimo museo cittadino che va in dicotomia con il concetto della metropolitana che dovrebbe servire chi ha necessità di trasferirsi celermente da un capo all'altro della città per lavoro o commissioni. I peccati mortali della stazione Municipio sono l'ennesimo e costoso trasferimento della fontana del Nettuno da via Medina alla piazza ed il danneggiamento delle 4 vasche "laurine" in bronzo usate per l'impasto della calce nel corso dei lavori.

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