Green pass obbligatorio, i tabaccai di Napoli: «Scioperare? Solo se si raggiunge l'unanimità»

Martedì 25 Gennaio 2022 di Emma Onorato
Tabaccheria

Dal 1 febbraio scatterà l’obbligo di Green pass anche per accedere nelle tabaccherie. Così - stando a quanto sancito dal Cdm del 21 gennaio scorso - dal prossimo martedì i tabaccai dovranno controllare la certificazione verde ai clienti: un obbligo che comporta non poche critiche da parte della categoria.

«Qui non vendiamo solo sigarette», ricordano gli esercenti che sottolineano i diversi servizi che le tabaccherie offrono ai cittadini come il pagamento delle utenze, la possibilità di effettuare ricariche telefoniche, di acquistare ticket per il trasporto pubblico e tanto altro. «Servizi sempre garantiti, anche durante il lockdown», osserva Carmela Volpe socia della tabaccheria Volpe.

Un’attività considerata essenziale sin dall'inizio della pandemia; le saracinesche non si erano mai abbassate, nemmeno durante il lockdown.  

Ma questo cambio di rotta - che esclude le tabaccherie dai servizi essenziali - ha generato la reazione della Federazione Italiana dei tabaccai che ha annunciato un possibile sciopero, con serrande abbassate, in simbolo di protesta contro le nuove misure varate dal governo Draghi. Al momento è in corso una trattativa e, secondo quanto annunciato da Giovanni Risso presidente Fit, «a breve incontreremo il sottosegretario alla Salute Andrea Costa, che ha mostrato attenzione alle nostre rivendicazioni».

Ormai anche a Napoli il dente è avvelenato ma, stando alle voci ascoltate, non tutti i tabaccai sarebbero disposti a scioperare se non si dovesse raggiungere l’unanimità. Avrebbe senso solo «se aderissimo tutti - commenta Salvatore De Giacomi, titolare della tabaccheria De Giacomi - altrimenti servirebbe a poco». Ma in città non è l'unico a pensarla in questo modo. Così, se da una parte c'è chi aderirebbe alla protesta senza pensarci due volte, dall'altra c'è chi crede che non si otterrebbe molto a restare chiusi per un'intera giornata - o solo per metà mattinata - perché, da come dichiara Pietro Calascione, collaboratore della tabaccheria Toscanello, «arrecherebbe solo un danno all'attività».  

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Il nuovo obbligo creerebbe non pochi disagi soprattutto per chi gestisce l’attività senza l’aiuto di altri dipendenti. Inoltre, da quanto emerso, ruotano non poche preoccupazioni anche intorno al tema sicurezza. Per eseguire il controllo del Green pass, alcuni esercenti sarebbero costretti ad abbandonare il bancone blindato, andando incontro a possibili situazioni di rischio legate alle azioni di malviventi.

Sarebbe una misura ragionevole «se si adattasse ai mq di un locale», ovvero sarebbe giusto richiedere il certificato verde quando «un ambiente supera i 100mq ed entrano 3-4 persone» perché in questo caso «c'è più affluenza e c'è il rischio di assembramenti. Ma il mio locale è di 20mq, entra una persona alla volta. A che serve questo Green pass?», conclude il titolare di una tabaccheria.

Infine non viene esclusa la possibilità che la nuova misura possa avere dei rivolti negativi: si rischia di favorire il mercato clandestino di sigarette. 

Ultimo aggiornamento: 26 Gennaio, 07:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA