Napoli, l'azionariato popolare per salvare il Centro Paradiso di Soccavo: «Lo dobbiamo a Diego»

Mercoledì 2 Dicembre 2020 di Oscar De Simone

Hanno ottenuto una prima piccola vittoria i ragazzi del “Comitato Centro Paradiso” che da anni seguono le sorti del vecchio campo di allenamento di Soccavo. Una struttura in decadenza la cui proprietà è divisa – per così dire – tra più società che negli anni scorsi la controllavano. Si tratta di gruppi riconducibili alle presidenze dell'epoca Ferlaino – Corbelli, coinvolti nel fallimento della vecchia Società Sportiva Calcio Napoli. Un crack che nel 2004 decretò anche il graduale e lento decadimento del centro sportivo e degli alloggi che ospitarono i giocatori del Napoli campione d'Italia. 

 

«La morte di Diego Armando Maradona – affermano i ragazzi del comitato – ha riacceso i riflettori sul questo centro. Una struttura bellissima ed abbandonata da troppo tempo. Una serie di locali che negli anni sono diventati alloggi per senza tetto che li hanno abitati sino a poco tempo fa. Ora è il momento di cambiare e crediamo che solo grazie all'impegno collettivo si possa fare. Vogliamo coinvolgere i cittadini attraverso una sorta di azionariato popolare che coinvolga tutti. Ognuno di noi, non solo del quartiere, dovrà essere messo in condizioni – attraverso un piccolo impegno – di sostenere la rinascita del centro paradiso. Per questo abbiamo chiesto l'aiuto del comune che si è impegnato a darci una mano, nella ricerca del curatore fallimentare che ha curato la vicenda». 

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Una ricerca veramente difficile a quanto sembra, perchè ancora adesso nessuno conosce il tribunale a cui far riferimento. Le società, come detto, sono tante e tutte di città diverse. Per questo motivo, l'impegno dell'avvocatura di palazzo San Giacomo non sarà cosa da poco. «E' una proprietà privata – afferma l'assessore allo sport del comune di Napoli Ciro Borriello – quindi possiamo farci poco. Nonostante tutti abbiamo offerto la nostra disponibilità, per interloquire con il curatore fallimentare una volta trovato. Siamo stati contenti anche dell'idea relativa all'azionariato popolare e intendiamo offrire il nostro supporto anche in questo caso. Ma non sappiamo quando sarà possibile, dato che non sappiamo ancora a chi rivolgerci ed a quale tribunale è iscritto il fallimento. Questo lavoro sarà fatto dall'avvocatura comunale che siamo felici di aver messo a disposizione di questi ragazzi. Tra l'altro la struttura è ancora sotto sequestro e quindi bisognerà valutare attentamente ogni singola azione che si intende portare avanti».

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Ultimo aggiornamento: 13:57 © RIPRODUZIONE RISERVATA