Napoli, blitz antiterrorismo: 19 indagati per documenti falsi, anche l'algerino che coprì l'autore della strage di Berlino del 2016

Venerdì 15 Maggio 2020

È scattata all'alba l'operazione Mosaico 2 della Digos di Roma, sezione antiterrorismo, che, coordinata dalla Procura della Repubblica di Napoli, sta eseguendo 8 ordinanze di custodia e 20 perquisizioni a carico di 19 indagati coinvolti in una filiera transnazionale dedita alla produzione di documenti falsi destinati a Paesi esteri sia dell'Area Schengen che extra Schengen, al fine di favorire l'immigrazione clandestina. Coinvolte le province di Napoli, Caserta e Benevento.

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Tra gli indagati un algerino sospettato di aver favorito il noto Anis Amri, autore della strage di Berlino del 2016. L'operazione di polizia è coordinata anche a livello internazionale dal Servizio per il Contrasto dell'Estremismo e del Terrorismo Esterno, presso il quale è stata istituita un'apposita cabina di regia con la partecipazione dell'Ectc (European Counter Terrorism Centre) di Europol, che sta guidando analoghe attività operative in diversi Stati europei. In campo con gli agenti romani anche le Digos di Napoli, Caserta e Benevento, nonché la Polizia Scientifica ed il Reparto prevenzione crimine, che stanno concorrendo alle operazioni.

C'era anche un verbale di polizia tra gli oltre 2mila documenti falsificati dagli arrestati e sequestrati. Tra i documenti sequestrati c'erano patenti, carte d'identità, permessi di soggiorno e anche un verbale di polizia falso. Nel corso dell'operazione di oggi sono state eseguite anche 20 perquisizioni ai destinatari dei provvedimenti cautelari ma anche a 11 indagati, tra cui 7 stranieri.

«Gli stampatori di Napoli sono professionisti del falso documentale e hanno continuato a produrre documenti nonostante il lockdown» ha detto Giampaolo Monastra, responsabile della sezione antiterrorismo della Digos di Roma nel corso di un punto stampa sull'operazione Mosaico 2. «L'indagine è stata relativamente breve, 10 mesi circa ma è stata una perfetta sintesi tra le tecniche moderne, come le intercettazioni telefoniche e telematiche, e le tecniche tradizionali», ha aggiunto.  

«È stata un'operazione importante dal punto di vista preventivo, immaginiamo un market di documenti falsi che possono essere utilizzati in ogni modo da criminali di varia natura, anche dai terroristi». Così Lamberto Giannini, Capo della Direzione centrale della Polizia di Prevenzione commenta l'operazione Mosaico 2. «A queste persone - spiega il capo dell'Antiterrorismo - non vengono contestati reati di terrorismo ma è indubbio che la valenza preventiva è grossa perché di fatto si smantellano gruppi capaci di produrre dei documenti di ottima fattura che poi sono dedicati al miglior offerente. Sono tanti e possono andare in tutta Europa come dimostrano le perquisizioni che abbiamo fatto in Francia, in Belgio, in Grecia e a Malta». «C'è tanto materiale da sviluppare, contatti, telefoni, computer, è inutile fare ipotesi, bisogna lavorare e vedere dove si arriva. Anche lavorando sul materiale che riceveremo dall'estero di queste perquisizioni magari vedremo dove sono andati a finire questi documenti, capiremo se sono stati utilizzati solamente per immigrazione clandestina o se sono stati utilizzati anche in altri ambienti».

Ultimo aggiornamento: 21:01 © RIPRODUZIONE RISERVATA