Incendio a Ponticelli: rifiuti in fiamme e rabbia per le esalazioni

Mercoledì 9 Settembre 2020 di Alessandro Bottone

Ancora un pericoloso incendio nell'ex Safco di Ponticelli, nella periferia orientale di Napoli. Nel corso della notte tra lunedì e martedì le fiamme hanno coinvolto un cumulo di rifiuti sversato di recente nell'impianto industriale dismesso dagli anni Novanta e da allora non ancora bonificato. Inoltre la notte scorsa è stato necessario un ulteriore intervento dei pompieri per domare le forti esalazioni 

Partiamo da un dato certo. A giugno 2019, in un sopralluogo nell'impianto in via Botteghelle di Portici in seguito a roghi dolosi, «i vigili del fuoco, con propria strumentazione, hanno rilevato la presenza di esalazioni tossiche e nocive per la salute pubblica» si legge in un documento del Comune di Napoli nel quale si specifica che «l'ASL ha confermato l'estrema gravità delle condizioni igienico-sanitarie e ribadito la necessità di azioni urgenti a tutela della pubblica incolumità». In seguito a tali prescrizioni il Comune ha provveduto al ripristino di parte del muro di cinta e del cancello dell'area che, è bene evidenziarlo, è di proprietà privata. Una somma urgenza di circa 1.800 euro da considerarsi come «prime azioni di messa in sicurezza e allontanamento precauzionale dal sito dei residenti e passanti a tutela della pubblica incolumità». Nonostante ciò, come denunciano i residenti, si registrano ancora accessi abusivi nell'area privata da parte di ignoti che la utilizzano per sversare rifiuti di ogni genere, quelli dati alle fiamme nelle ultime ore, forse per eliminare le tracce stesse della "monnezza" e per liberare spazio per altro materiale da smaltire. Dall'esterno sono ben evidenti cumuli di rifiuti, anche speciali.

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I residenti hanno speso sollecitato i diversi organi affinché fosse accertata la natura dei materiali depositati nel sito visti i continui “fumi” sprigionati dai rifiuti dati alle fiamme. Nel corso degli ultimi due anni la commissione del Comune di Napoli con delega all'ambiente ha più volte discusso della grave problematica dell'ex Safco, situata a ridosso di abitazioni e in una zona della periferia orientale nella quale insistono numerosi campi coltivati. Nella commissione di aprile 2019 è emerso che è stato «accertato che c'è una curatela fallimentare in corso ed anche una fideiussione che - dalla revoca dell'autorizzazione all'impianto, avvenuta nel 2007 da parte della Regione Campania - è destinata a coprire le spese di bonifica» per la quale, dunque, è necessario «che la Regione Campania intervenga sull'area che non è di proprietà del Comune che, a sua volta, proprio perché c'è una fideiussione, non può operare in danno». É quanto spiegato dall'assessore Del Giudice ai commissari che hanno spesso sottolineato l'urgenza di intervenire. «I rifiuti presenti sono differenziati, prevalentemente si tratta di inerti e bitume» aveva spiegato la dirigente dell'Arpac nel corso della medesima riunione durante la quale i consiglieri comunali e municipali hanno chiesto all'agenzia regionale di attivare un monitoraggio per la verifica della qualità dell'aria. Ad oggi non si sa se il monitoraggio sia stato o meno effettuato.
 

 

«L'area in questione è privata e questo ha determinato l'avvio di una lunga vicenda giudiziaria che ha contato, negli anni, il sequestro dell'area, l'emanazione di due diverse ordinanze per la messa in sicurezza, la revoca della curatela fallimentare, il ricorso amministrativo del proprietario contro gli atti del Comune» si legge in altre note di Palazzo San Giacomo. Ciò che più preoccupa i residenti è che allo stato non si conosce con precisione il tipo di materiali pericolosi che sono stati depositati «dopo i primi carotaggi effettuati dall'Arpac un decennio fa, né sono state sottoposte ad analisi le falde acquifere».

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A denunciare l'ennesimo scempio per il territorio di Napoli Est è il comitato del quartiere Ponticelli Porchiano Bene Comune. «Sono ormai due giorni che nel quartiere si respirano odori maleodoranti e l’aria è diventata irrespirabile nei pressi della fabbrica. Probabilmente ignoti continuano ad entrare ed uscire a loro comodo all’interno dell’area sequestrata continuando ad inquinare l’ambiente circostante. I cittadini sono ormai esausti e stanchi dopo anni di lotte inutili» afferma Salvatore Palantra, presidente del comitato civico della zona. «Anche a Ponticelli, purtroppo, la nostra “terra dei fuochi” continua a bruciare e malgrado numerosi siano stati gli interventi delle istituzioni e l’interessamento dei media, gli abitanti della zona sono sconfortati non avendo ricevuto al momento notizie né sui dati che erano stati rilevati dall’Arpac né tantomeno sull’evoluzione della situazione» specifica Palantra che aggiunge: «Il comitato chiede con forza alle autorità e alle istituzioni competenti di salvaguardare la vita dei propri concittadini e del proprio quartiere chiedendo un impegno veramente reale e concreto».

I residenti denunciano una situazione di completo abbandono. Di fronte all’ex Safco insistono le officine ferroviarie da tempo dismesse: un’area di 27 ettari nella quale dovrebbe nascere il “polo urbano integrato di via Botteghelle” che prevede, tra l’altro, la conservazione di parte dell'insediamento ferroviario d'inizio Novecento. Altri spazi saranno destinati ad attività produttive, alloggi, scuole, a un polmone verde. Oggi l’intera zona di via Botteghelle resta particolarmente abbandonata come evidente dai rifiuti sversati a bordo delle strade e dalla vegetazione infestate. Tra tutela della salute pubblica e mancanza di igiene e decoro da anni i cittadini attendono la vera riqualificazione.

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