Caos Napoli: mancano i permessi, salta il concerto voluto dal Comune. Ed è bufera

Sabato 14 Dicembre 2019 di Adolfo Pappalardo

Niente permessi, addio al concerto in piazza del Gesù per la Notte bianca del centro storico. Paradossi di una città dove il Comune dà il patrocinio, promuove un’iniziativa a suon di manifesti per mezza Napoli, salvo poi scoprire che non ci sono tutti i permessi. Se ne accorgono i caschi bianchi che rilevano la criticità pochi minuti prima che iniziasse lo spettacolo in piazza del Gesù. Ed ecco l’intimazione agli artisti di non poter esibirsi. Inflessibili hanno dato solo pochi minuti per spiegare la vicenda agli spettatori in attesa. «Pensavo di aver visto tutto a Napoli, stasera si è toccato il fondo», attacca Gianfranco Gallo, direttore artistico della serata che rincara la dose: «In piazza c’erano il sindaco e gli assessori: non si poteva fare qualcosa?». Niente. Addio a musica e danze. Tutti a casa. 

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IL NODO
L’evento faceva parte della Notte bianca di Spaccanapoli, con il titolo «Break Napoli» e doveva promuovere il tema il tema dell’inclusione sociale. Evento noto nato nel 2012 da un’idea di Francesco Chirico, presidente della Seconda Municipalità, ed era la prima prova sul campo dell’assessorato al Turismo guidato da poche settimane da Eleonora De Majo. Ma tutto è andato storto. Anzi stortissimo. Stoppato l’evento perché se da un lato la II Municipalità non avrebbe mai chiesto tutti i permessi necessari allo svolgimento dell’evento, dall’altro palazzo San Giacomo nemmeno l’ha fatto presente nonostante abbia pubblicizzato l’evento. Un cortocircuito che il sindaco Luigi de Magistris ha saputo più o meno in diretta perché era in giro, tra piazza San Domenico e del Gesù, mentre i caschi bianchi hanno fermato tutto. Con il povero Chirico costretto sul palco a dover spiegare come i vigili urbani avessero rilevato «la mancanza del permesso per il pubblico spettacolo mentre c’è solamente quello per il montaggio palco». Ma su quel palco, nessuno si può esibire. Niente. E così se ne torna a casa lo scrittore Maurizio De Giovanni che doveva aprire la serata in piazza mentre ripongono gli strumenti nelle custodie Tony Esposito, Maurizio Capone, Marco Zurzolo e Maldestro.

L’ATTACCO
Gianfranco Gallo, direttore artistico, che aveva accettato l’incarico a titolo gratuito (così come tutti gli artisti) era fuori di sé. Arrabbiato per quanto accaduto. «Si concedono concerti a piazza del Plebiscito - attacca Gallo riferendosi al concerto del neomelodico Tony Colombo finito poi in un’inchiesta giudiziaria - passaggi di carrozze per i matrimoni di chissà chi, volgarissime serenate alle finestre, si ferma una notte bellissima e piena di gioia, dedicata all’inclusione, all’abbattimento di qualsiasi muro. Stasera non si è alzato un muro, si è frantumato, restano le macerie di questa allucinante città». Poi aggiunge: «A Chirico presidente della Municipalità, ragazzo appassionato e forse un po’ ingenuo, dico: ti conviene fare politica qui? Ai miei concittadini invece dico: ecco perché qualche artista va via». Accanto lo stesso Chirico e i presentatori Nunzia Marciano e Peppe Quintale («per essere qui ha preso un aereo a sue spese», sottolinea sempre Gallo) anche loro costretti a giustificare il forfait improvviso davanti ad una platea che da lì a poco dovrà rinunciare allo spettacolo. E sono fischi e imprecazioni varie di chi attendeva l’evento. Ragazzi e intere famiglie che vanno via amareggiati. E qualcuno commenta amaro: «Se non sei un neomelodico accade questo a Napoli...».
Appunto.

Ultimo aggiornamento: 15 Dicembre, 14:34 © RIPRODUZIONE RISERVATA