Pompei, una strada come discoteca, movida fracassone e senza regole

Domenica 19 Settembre 2021 di Susy Malafronte
Pompei, una strada come discoteca, movida fracassone e senza regole

Pompei, movida in cui si sfiora la rissa e la guerra dei decibel: i residenti di via Lepanto sull'orlo di una crisi di nervi e affetti da attacchi d'ansia. Musica live ad alto volume e 700 persone che ballano in strada trasformata in una maxi pista di discoteca a cielo aperto. Traffico in tilt e l'esasperazione dei residenti stavano per far scattare la scintilla che avrebbe incendiato la movida all'ombra del Santuario. Solo grazie al provvidenziale intervento degli agenti del commissariato di polizia, che sono dovuti ricorrere all'ausilio dei carabinieri per contenere il grande numero dei giovani che saltavano e cantavano a squarciagola senza controllo, che non è scoppiata una rissa. Poliziotti e carabinieri hanno riportato la calma chiedendo al titolare del locale di via Lepanto, situato al piano terra di uno degli ultimi edifici che rientrano nel comune di Pompei, al confine con Scafati, di abbassare il volume della musica live e liberare la strada.


Se da un lato i residenti sono stati tranquillizzati e gli automobilisti liberati dal muro umano danzante, dall'altro è scattata la reazione dei 700 giovani. Non è stato facile per gli uomini in divisa gestire una situazione al limite. Nonostante gli animi accesi sono, comunque, riusciti a far prevalere il buon senso. I residenti speravano in una sanzione esemplare e nella chiusura del locale. Cosa che non si è verificata. Gli uomini del commissariato di via Sacra, infatti, non hanno elevato contravvenzioni ma solo ammonito verbalmente il titolare del locale a contenere musica e persone presenti in strada. Gli agenti, tuttavia, hanno scattato foto e registrato filmini per valutare eventuali provvedimenti da adottare. I residenti, allora, non si arrendono e hanno chiesto l'intervento dell'Arpac per la misurazione del suono e rilevare i decibel. Così da poter stabilire se si sia configurato l'inquinamento acustico.

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I residenti sono decisi più che mai a portare i loro disagi in tribunale. «Siamo murati in casa - lamentano - prigionieri di una musica assordante e di schiamazzi fino all'alba. Per attenuare di poco i rumori dobbiamo chiudere finestre e balconi. Non possiamo affacciarci per chiedere di abbassare i toni senza rischiare di essere insultati. Molti di noi sono anziani e desiderosi di vivere gli ultimi giorni della nostra esistenza in tranquillità. Ci appelliamo a tutte le istituzioni competenti affinché un loro intervento provvidenziale possa porre fine alle nostre sofferenze. Molti di noi sono dovuti ricorrere all'uso dei tranquillanti per non impazzire».
Intanto per scoraggiare i giovani dei comuni limitrofi ad andare a scorrazzare per le strade del centro città, mettendo in pericolo i pedoni, è in vigore fino al 31 ottobre il divieto di transito ai motocicli a partire dalle ore 17 di tutti i giorni. I mezzi a due ruote rappresentano fonte di diffusa e scarsa osservanza delle norme di sicurezza sia per la guida pericolosa che per la sosta selvaggia. Alla luce di queste riflessioni e considerando che la maggior parte di tali fenomeni si concentra nel perimetro delimitato tra via Lepanto, via Mazzini, via Nolana, via Fucci, via Plinio via Tenente Ravallese, via Morese e via Sant'Abbondio, il sindaco Carmine Lo Sapio ha disposto il divieto di circolazione a tutti i ciclomotori e i motocicli dalle ore 17 alle ore 7 dal lunedì alla domenica.
 

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