Whirlpool Napoli, sospesi i licenziamenti: cinque imprese per il salvataggio

Venerdì 24 Settembre 2021 di Nando Santonastaso
Whirlpool Napoli, sospesi i licenziamenti: cinque imprese per il salvataggio

«Una tregua di 15 giorni», sintetizza Giovanni Sgambati, segretario regionale campano della Uil. «Un primo grande risultato dopo mesi di duro lavoro», commenta la sottosegretaria Alessandra Todde che il dossier lo segue ormai da mesi. E in effetti almeno per ora il risultato più immediato emerso dall'attesissimo tavolo ministeriale di ieri sulla Whirlpool è la decisione della multinazionale, su esplicita richiesta del ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, di congelare fino al 15 ottobre le procedure di licenziamento che dovevano scattare il 29 settembre. La sospensione servirà per approfondire quello che lo stesso Giorgetti ha definito «lo sforzo del governo di trovare una prospettiva seria di riconversione industriale» per il sito di via Argine, a tre anni ormai dall'inizio della vicenda. E cioè l'ipotesi di lavoro illustrata da Invitalia, in scia con le anticipazioni delle scorse settimane, che prevede la nascita di un consorzio industriale con più imprese (al momento se ne contano cinque ma possono diventare di più) disposte a investire nel sito (finora garantiti 87 milioni di euro) e, evidentemente, a rilevare gradualmente i 340 occupati, quasi certamente dopo un massiccio processo di riconversione formativa. 

Confermati anche i settori produttivi di riferimento trapelati nei giorni scorsi: niente più lavatrici o elettrodomestici ma produzione e assemblaggio di sedili per i settori automotive, ferroviario e navale; un impianto pilota per l'industrializzazione di fuel cell (batterie) per la mobilità a cui si dovrebbe aggiungere anche una società per lo sviluppo di progetti per l'evoluzione tecnologica delle Pmi della filiera della mobilità; servizi di ingegneria per la mobilità e testing di materiali per l'automotive e per il ferroviario. Si tratta di missioni legate alle filiere del trasporto su gomma, rotaia e nave che in Campania vantano impianti di alto profilo tecnologico. Ma anche di investimenti in perfetta sintonia con le indicazioni contenute nel Pnrr che alla mobilità sostenibile assegna non poche risorse, ritenendola non a caso tra le priorità dello sviluppo del Paese.

Una scelta, insomma, di riconversione industriale molto ponderata anche se, giustamente, i sindacati pur riconoscendo la positività dello sforzo attendono certezze (i nomi delle imprese, ad esempio) prima di pronunciarsi sulla credibilità del piano. «Consideriamo le premesse del piano importanti, coniugano occupazione e processi industriali di medio lungo periodo accogliendo quanto da tempo come Fim proponiamo, e cioè che la soluzione della vertenza Whirlpool può trascinare l'intero territorio campano verso un processo industriale di rilancio e occupazione a patto che si sfruttino positivamente le risorse e che tutti facciano sistema. Ora bisogna monitorare l'affidabilità delle aziende interessate e le risorse che intendono mettere in campo» dicono Massimiliano Nobis e Biagio Trapani della Fim Cisl. Ma il filo conduttore delle valutazioni di tutte le sigle è lo stesso: «Ringraziamo il Mise, oggi rappresentato nella sua completezza, è un elemento di garanzia. Le ipotesi di reindustrializzazione sono complesse e meritano approfondimenti», dice Barbara Tibaldi della Fiom Cgil. E dalla Uilm i segretari Gianluca Ficco e Antonello Accurso ribadiscono quanto sia essenziale «che si tratti di imprenditori veri, di industriali, che abbiano credibilità, capitali e conoscenza del settore». 

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Lo si potrà iniziare a capire dal 28 settembre prossimo, la data del nuovo incontro convocato dalla Todde per entrare nel vivo del piano. L'assoluta riservatezza del Mise non permette in questa fase di azzardare a cuor leggero il coinvolgimento di questo o quell'imprenditore. Ma non si è lontani dal vero nel sostenere che chi investirà nello stabilimento opera già in Campania e con particolare profitto. Il profilo più inevitabile porta a Paolo Scudieri che dall'automotive ad altri settori ha dimostrato affidabilità e concretezza conquistando quote significative di mercato anche all'estero. Ma gli altri inquilini del condominio industriale che si vuole realizzare a via Argine non dovranno essere da meno sul piano della credibilità: di qui la cautela con la quale il ministero procede e l'assoluta assenza di notizie circa i partners dell'iniziativa. Di sicuro dalla forza del patto tra le imprese e dal sì dei sindacati dipende il futuro delle procedure di licenziamento dei lavoratori: nel senso che Whirlpool, una volta verificata la reale possibilità di passare la mano al Consorzio potrebbe predisporsi a seguire la prassi comune in questi casi, con l'eventuale ricorso cioè alla Cassa integrazione per accompagnare i lavoratori al loro nuovo contratto. 

Ultimo aggiornamento: 11:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA