Bus a Napoli, pochi mezzi ma il Comune taglia 20 milioni ad Anm: «Azienda a rischio crac»

Domenica 18 Ottobre 2020 di Luigi Roano

Lo scontro sui trasporti pubblici dalle nostre parti è senza soluzione di continuità. E coinvolge come sempre il Comune, azionista unico di Anm, e la Regione, azionista unica di Eav. Anche ora, in tempo di Covid e di scuole chiuse perché «i trasporti non si riescono a controllare», lo schema non cambia con l'utilizzo delle risorse causa scatenante. La Regione - per esempio - mette in campo 25 milioni per i cosiddetti servizi aggiuntivi, cioè l'affidamento ai privati di alcune tratte. Palazzo San Giacomo - invece - taglia la bellezza di 19,5 milioni ad Anm, azienda già in concordato prefallimentare, a valere dall'annualità 2022. Un taglio che arriva nell'ultimo bilancio previsionale dell'era arancione di Luigi de Magistris. Sindaco che si è tolto la soddisfazione di vincere il ricorso al Tar contro la Regione costringendo l'ente presieduto da Vincenzo De Luca a mettere 10 in milioni in più in Anm per arrivare a quota 65. E cosa fa l'ex pm? Invece di sfruttare questo surplus per migliorare il servizio ne taglia 20 di milioni alla sua azienda.

L'Ente di Santa Lucia per alleggerire la pressione fa sapere che «d'intesa con l'Unità di Crisi, è impegnata a potenziare e garantire il servizio di trasporto pubblico in condizioni di sicurezza» per questi motivi ha «autorizzato servizi di trasporto pubblico aggiuntivo per il periodo dal 24 settembre al 31 dicembre 2020 per un numero complessivo di 350 autobus». Cosa significa servizio aggiuntivo? Semplicemente fare ricorso ai privati, alle associazioni dei bus turistici. E ancora: «Attualmente - conclude la nota della Regione - risultano già in esercizio 290 autobus aggiuntivi, mentre sono in via di attivazione i restanti 60. All'inizio della prossima settimana è previsto un tavolo comune per coordinare e potenziare ulteriormente i servizi». Mancano all'appello in particolare i servizi aggiuntivi di Anm, dall'Ente di Santa Lucia per questo particolare segmento dei trasporti in epoca di emergenza ha avuto 1,7 milioni. Ma non ha fatto nemmeno una gara per assegnare i servizi ai privati. 

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Perché l'Azienda napoletana mobilità non ha fatto ancora nulla in 3 settimane? Trapela dal quartier generale dell'Azienda che per fare le gare serve tempo, ma soprattutto che già sono aumentati i servizi del 15% nella fascia oraria mattutina. Tuttavia, più in generale il trasporto pubblico - secondo fonti qualificate di Anm - l'Azienda paga una flessione di utenza seria sul ferro, fanno sapere che si è scesi da 150mila passeggeri a 50mila al giorno. Mentre sui bus - pur potendo arrivare a capienza dell'80% - al massimo si arriva al 60. Forse per questo l'Anm non fa le gare. Giusto? Sbagliato? La sostanza è che qualche bus in più in campo certo non dispiacerebbe a nessuno. Mentre Massimo Castiello che rappresenta i consorzio dei bus turistici, una flotta da oltre 1000 bus, attacca: «Dalla Regione non è arrivato un euro, questa la verità e siamo tutti fermi con gli autisti che non prendono nemmeno la Cig». Luca Cascone, plenipotenziario della Regione per i Trasporti, ha le idee chiare e rintuzza: «Non è vero che non ci sono soldi - spiega - c'è copertura fino a 25 milioni, è chiaro che essendo la Regione un ente pubblico paga quando può fatturare». Quanto alle gare Cascone spiega: «Siamo in emergenza e ci sono molte deroghe, si possono fare anche le assegnazioni dirette, le fanno ovunque, il perché a Napoli non si fa bisogna chiederlo a loro. Anzi lo chiederò io domani visto che li incontrerò».

Il taglio da 19,5 milioni fa imbestialire i sindacati a iniziare dalla Cisl e dall'Usb: «L'Anm - si legge in un documento - è in condizioni drammatiche e il taglio di quasi 20 milioni, non previsto nel Piano Concordatario, potrebbe mettere in discussione la tenuta dell'azienda». Quindi l'affondo contro il sindaco: «A questa grave situazione dobbiamo aggiungere il maldestro e inopportuno tentativo, da parte della dirigenza aziendale, di incolpare le maestranze del cattivo funzionamento dei servizi negando le proprie incapacità organizzative e gestionali: la dirigenza ha inviato raccomandate al personale forzandolo a coprire i turni anche in straordinario con minacce di ricorrere a sanzioni disciplinari».

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