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Capitali esteri a Napoli: da Red Bull a Euronext, ecco chi vuole investire

Domenica 3 Luglio 2022 di Luigi Roano
Capitali esteri a Napoli: da Red Bull a Euronext, ecco chi vuole investire

La nota pubblicità racconta che chi la beve mette le ali fatto sta che il colosso austriaco della Red Bull è pronto a sbarcare a Napoli ed è in stretto contatto con il sindaco. L'ex rettore non intende mettere le ali, gli basta prendere un comodo aereo, ma vuole che queste spuntino alla città, anzi al suo primo bilancio previsionale appena approvato. Dove - parola sue - «sono state poste le basi perché ora a Napoli si possa investire». E a Il Mattino rivelò - nell'ultima intervista di meno di due settimane fa - come «Napoli è al centro degli interessi di molti investitori nazionali e internazionali». Sembra passato un secolo ma in effetti parliamo di appena dieci giorni. Dunque, Red Bull in rampa di lancio, ma dove e come vorrebbero investire gli austriaci? «Su eventi culturali e turismo ci sta interesse di Red Bull a sponsorizzare grandi eventi» questo trapela da Palazzo San Giacomo. L'azienda della bibita che fa volare - giusto per avere un'idea - muove 6,3 miliardi di euro l'anno. Ed è molto attenta allo sport: oltre ad avere in scuderia l'auto di Formula 1 campione del mondo, sponsorizza squadre di calcio e di basket e molto altro. A Napoli vuole puntare su turismo e cultura, del resto la città in questi mesi è molto vissuta dai turisti oltre che dai napoletani. E ha bisogno di investitori. E di nuovi alberghi per accogliere bene chi arriva da ogni dove. La sostanza è che gli asburgici si sono mossi perché hanno le idee ben chiare. Vedremo più avanti - non molto - come andranno le cose perché la certezza è non è stata l'unica mossa di Manfredi. Il pallino del sindaco è aprire la città al mondo e agli investitori nazionali e internazionali. 

Così nei giorni scorsi sono stati in tour a Napoli 80 manager di Euronext, ovvero la società che mette insieme le borse europee a partire da Milano. Parliamo di grandi investitori e di fondi europei e non solo. Se Red Bull è un colosso qui stiamo a livello ciclopico perché il portafoglio di Euronext è di 3.800 miliardi di euro. E sono scesi a Napoli grazie allo strumento di lavoro che il sindaco ha messo a disposizione: il partenariato pubblico privato un metodo per salvare e rilanciare siti culturali, terzo settore e turismo. È così che all'estero si sono accorti di Napoli. Ed Euronext è una occasione straordinariamente grossa: non solo soldi: nel loro portafoglio ci sono progetti e una visione del futuro dove ci è finita Napoli subito dopo Milano che un anno fa, ad aprile del 2021, ha aperto le porte agli investitori. Dentro Euronext ci sono 1.800 società quotate in borsa in tutto il nostro continente, si tratta di fondi i cui interessi sono diversificati. È il più grande pool di liquidità d'Europa. A Milano - la sede è naturalmente la bisecolare borsa del capoluogo meneghino - inquadrano così la mission: «Connettere le economie locali ai mercati dei capitali globali, accelerare l'innovazione e la crescita sostenibile». Un programma che si incastra anche con quanto Napoli sta facendo sul fronte dei progetti del Pnrr riguardo alla «sostenibilità ambientale», il mantra di questo primo quarto di secolo. Belgio, Francia, Irlanda, Italia, Paesi Bassi, Norvegia e Portogallo e dunque Parigi, Bruxelles Amsterdam e altre capitali già beneficiano di Euronext formidabile piattaforma finanziaria ora anche Napoli dovrebbe entrare in questa squadra. 

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Partenariato pubblico privato - dunque - la mossa che sta portando Napoli alla ribalta dell'economia internazionale, ma c'è anche un dato politico da rilevare. Manfredi e il sindaco di Milano Beppe Sala sono molto amici così come con il primo cittadino Roma Roberto Gualtieri i tre sono la parte apicale del partito dei sindaci ai quali si aggiungerà presto il sindaco di Bologna e della Città metropolitana felsinea. Manfredi ha in programma a breve un incontro con Lepore. Tutti sindaci cosiddetti progressisti e riformisti che alle correnti politiche preferiscono i fatti. A Napoli Manfredi ha costituito «L'ufficio per il cambio del Prg». Dove non si cambia per consumare altro suolo, ma al contrario per rigenerare e dare nuova vita a quello che già esiste già. 

Ultimo aggiornamento: 4 Luglio, 12:56 © RIPRODUZIONE RISERVATA