Napoli, il premier Conte incontra i lavoratori della Whirlpool: «L'azienda colga la sfida della competitività»

Il premier Conte con i lavoratori Whirlpool (foto Antonio Di Laurenzio)
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L'innovazione delle academy Apple e Cisco, dove gli studenti progettano il futuro, si incrocia con i timori dei 421 dipendenti della Whirlpool, dopo l'annuncio dell'azienda di voler cedere lo stabilimento napoletano. Nella sua giornata in città il premier Giuseppe Conte incontra luci e ombre: visita i laboratori sorti in piena periferia, ascolta i progetti degli studenti, vede una delegazione di operai cui assicura il massimo impegno del governo. Il premier si dice convinto della possibilità di far rimanere la multinazionale a Napoli, puntando su un tessuto ricco di energie giovani e qualificate, dove la ricerca è di casa.

In mattinata Conte interviene alla cerimonia di consegna dei diplomi della Cisco Academy e della Apple Developer Academy, realtà «che dimostrano come in Italia si sappiano utilizzare bene i fondi strutturali europei». A poca distanza c'è lo stabilimento della Whirlpool: nel pomeriggio il capo del governo vede una ventina tra lavoratori e sindacalisti. Venerdì 21 è in programma una nuova riunione del tavolo al Mise, con il vicepremier Di Maio in campo per l'esecutivo. «Alla proprietà di Whirlpool - annuncia Conte - diremo: avete problemi di competitività, un piano industriale che non vi rende? Qui ci sono 380 talenti» della Apple Academy «che sfornano prodotti digitali competitivi nel mondo: chissà che loro non abbiano qualche idea per voi. Raccogliete qui la sfida della competitività, non andate a cercarla in Svezia o Polonia perché ve la offriamo qui, nel punto apparentemente più degradato della città». 
 

Su Whirlpool il premier riceve il grazie di operai e sindacati, mentre sul tema migranti si registrano tensioni durante l'incontro nella sede di Figli in famiglia, onlus che da decenni opera nel campo della solidarietà. Conte viene interrotto dalla platea: c'è chi contesta la politica del governo, con urla contro Salvini e chi «fa morire i migranti». Il clima si fa acceso e Conte replica a una contestatrice: «Questo governo non ha mai lasciato che un migrante morisse in mare, anche nei momenti di massima crisi e nelle emergenze più gravi. Abbiamo sempre, dovunque, prestato soccorso. Mi assumo la responsabilità di quel che dico. Sostenere il contrario vuol dire fare disinformazione e asserire il falso».

«La soluzione del problema - ricorda - non è l'accoglienza indiscriminata, non è giusto nemmeno per queste persone, perché si apre la prospettiva di un sogno e poi la si tradisce. Anche i flussi migratori vanno realizzati in piena legittimità e bisogna lavorare per i corridoi umanitari».
Martedì 18 Giugno 2019, 16:57 - Ultimo aggiornamento: 18-06-2019 21:39
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