Degrado a piazza Garibaldi, summit al Comune: «Situazione inaccettabile, soluzioni al più presto»

di Antonio Folle

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Dopo il sopralluogo dell'assessore Clemente e del presidente della Commissione Qualità della Vita Francesco Vernetti a porta Nolana, nel mercatino della monnezza che rende intollerabile la vita ai residenti, si è tenuta stamattina a via Verdi una riunione della Commissione presieduta da Francesco Vernetti che ha cercato di inquadrare la situazione anche dal punto di vista delle competenze. I problemi nella gestione delle varie problematiche di piazza Garibaldi, infatti, partono proprio dal groviglio di competenze - più qualche incompetenza - che attanagliano la farraginosa macchina burocratia delle pubbliche amministrazioni. Dalla seduta di stamattina, a cui hanno partecipato esponenti delle forze dell'ordine, delle Municipalità II e IV, consiglieri comunali e semplici cittadini desiderosi di ascoltare i lavori della commissione, sono emersi alcuni dati decisamente preoccupanti circa la gestione finora fallimentare della problematica-mercatini.

A cominciare proprio dall'assenza degli operatori Asìa a dar manforte alle forze dell'ordine dislocate sul territorio. Ormai da molti mesi il punto focale sul quale ruota la vivibilità della zona è proprio la rimozione dei materiali che vengono prelevati dai venditori - in massima parte rom e stranieri di origine africana anche se non manca qualche napoletano - direttamente dai cassonetti. Qualche anno fa il sindaco de Magistris tentò di risolvere lo spinoso problema con una delibera che prevedeva sanzioni amministrative - 500 euro di multa per i trasgressori - per chi fosse stato sorpreso a rovistare nei cassonetti. L'ordinanza, dal valore puramente simbolico, non ha mai avuto effettiva applicazione. 

Un dato preoccupante è quello della mancanza di un compattatore al seguito di carabinieri, polizia di Stato e polizia Locale. Secondo le ordinanze - e le richieste dei responsabili delle forze dell'ordine del territorio - dovrebbe essere operativo un compattatore per la rimozione coatta e immediata dei rifiuti. Nonostante su carta il compattatore sia operativo tutti i giorni, allo stato attuale inspiegabilmente Asìa non ha dislocato alcun mezzo. Un problema che ha lasciato di sasso i presenti, compreso l'assessore Raffaele del Giudice che si è immediatamente attivato con una richiesta ufficiale per ottenere spiegazioni in merito all'assenza dell'automezzo.
 

La deadline della fine dei cantieri di piazza Garibaldi è vicina. A inizio luglio, infatti, gli operai consegneranno anche la porzione di piazza attualmente oggetto di riqualificazione. Sorgerà però il problema circa la gestione dei nuovi spazi che si creeranno e che rischiano di finire preda di nuove ondate di venditori abusivi. L'assessore Marmorale ha affermato di aver fatto tutto il possibile per accelerare il progetto della creazione di un'area di libero scambio nella zona orientale della città, ma qui sorgono altri problemi. L'area individuata inizialmente è stata scartata perchè troppo vicina al parco della Marinella. Dovrà così essere individuato un nuovo sito che, però, dovrà avere un certo appeal commerciale. In mancanza, in fatti, il rischio è di veder ritornare rom ed extracomunitari a vendere le loro mercanzie in zone più frequentate.

«Quello di stamattina era solo un primo passo - ha spiegato Francesco Vernetti - nei prossimi giorni convocheremo una nuova riunione a cui speriamo la Prefettura decida di partecipare. Il problema di piazza Garibaldi e delle zone limitrofe è relativo anche alla massiccia presenza di Cas. Se migliaia di persone vivono in strada abbandonate al loro destino è ovvio che si dedichino ad attività di questo tipo quando non addirittura ad attività illlecite». 

Maria Caniglia, presidente della Commissione Welfare, ha sottolineato con forza la necessità di non «nascondere la polvere sotto al tappeto» ma di trovare una soluzione definitiva al problema. «Non si può pensare di delocalizzare il mercatino dei rom in altre zone e continuare a tollerare illegalità di ogni tipo. Bisognerà pensare al rispetto della legalità e a non creare ghetti urbani. Noi pensiamo che gli spazi debbano essere lasciati a disposizione delle famiglie e delle associazioni, perchè solo se gli spazi sono vissuti dai cittadini si possono contrastare fenomeni di illegalità. Ci auguriamo che alle prossime riunioni sarà presente anche la prefettura - ha poi proseguito - perchè i macro problemi di piazza Garibaldi non possono essere contrastati solo dal Comune, ma c'è bisogno del concorso di tutti».

Piuttosto scettico l'assessore della IV Municipalità Giovanni Parisi che, presa la parola, ha polemizzato circa l'attuale situazione e i mancati interventi degli scorsi anni. «È riduttivo dire che l'amministrazione Comunale ancora non ha idea di cosa avviene ogni giorno a piazza Garibaldi - ha affermato - In commissione hanno voluto portare una serie di idee che avevano solo lo scopo di nascondere il problema, e cioè una mancanza di un piano strategico per piazza Garibaldi. Parliamo di una piazza dove una cuccia di un cane in cartone staziona più di un mese sotto la statua di Garibaldi e nessuno si degna di rimuoverla. Abbiamo incalzato la Giunta comunale - prosegue Parisi - che ha fatto proposte assurde come quella di una ordinanza che prescrive il divieto di bivacco in tutta la zona. Se la cosa fosse così semplice avremmo risolto il problema, invece purtroppo ci troviamo di fronte ad una istituzione che a distanza di anni ancora non ha bene in mente cosa fare per risolvere questa problematica». 
Lunedì 10 Giugno 2019, 18:10 - Ultimo aggiornamento: 11 Giugno, 07:12
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