Gran galà Taranto, sold out l'omaggio al grande attore martedì al Trianon con Il Mattino

di Stefano Prestisimone

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La sua paglietta a tre punte, quella di Ciccio Formaggio sforbiciata dalla fidanzata dispettosa, alle 20 di martedì sera ricomparirà lì, nel suo luogo del cuore, a Forcella, dove era nato nel 1907. La serata d'onore in ricordo di Nino Taranto non poteva che svolgersi al Trianon Viviani, teatro di piazza Calenda. Un evento speciale per un gran signore del teatro, del cinema e della tv, un percorso attraverso 70 anni di vita artistica con spazio per il lancio del libro Una vita per Napoli. Autobiografia di un grande del palcoscenico, in uscita prossimamente per la Homo Scrivens, rimasto a lungo in un cassetto e finalmente recuperato grazie alla testardaggine della Fondazione Nino Taranto e della famiglia, con il nipote Francesco De Blasio in testa.

«A 33 anni dalla scomparsa di papà, la fondazione da me presieduta ha deciso di regalare alla città una serata-evento in cui attori, registi, scrittori, giornalisti, amici e familiari racconteranno ricordi e aneddoti legati alla sua figura», sottolinea Maria Taranto, adorata figlia di Nino a cui lui dedicò la canzone «Lusingame», quando era sul punto di sposarsi.
 
Presentatrice della serata - promossa grazie all'impegno della Regione Campania con la collaborazione della Scabec e del Trianon - sarà Lara Sansone, cresciuta al Sannazaro guardando Taranto recitare con la nonna Luisa Conte. Con lei sul palco il consulente artistico della Fondazione Nino Taranto Giulio Baffi, tra gli ospiti Giacomo Rizzo, Valerio Caprara, Miranda Martino, Ciro Capano, Massimo Masiello, Pietra Montecorvino, Ingrid Sansone, Antonio Merone (alle prese con una scena da «Caviale e lenticchie»), Giorgio Pinto, Gustavo Verde, Bruno Troisi (che presenterà «Napule mie», una canzone da lui musicata sui versi di Nino Taranto), e, a continuare la tradizione di una famiglia d'arte Corrado Taranto, nipote di Nino e figlio di Carlo.

Il tutto condito da interpretazioni di suoi brani, teatrali e musicali, sketch e filmati delle teche Rai. Pippo Baudo, che era atteso, sarà presente attraverso un videomessaggio. Il libro, prosegue Maria Taranto, «uscirà a maggio ma mostreremo la copertina e leggeremo alcuni stralci. Si tratta di un racconto in prima persona, arricchito da due scritti che furono realizzati allora dal giornalista e amico Antonio Ghirelli e da mio fratello Raimondo Taranto e che oggi sono introdotti dalla prefazione di Maurizio de Giovanni. Alla serata sarà presente anche il presidente della Regione, Vincenzo De Luca, che ho conosciuto a Salerno quando a mia insaputa intitolò l'ingresso della Villa Comunale a mio padre: scoprirà una foto di mio padre al debutto della commedia Ie song o pate, nell'ottobre del 1928, che avvenne proprio al Trianon e che resterà affissa nel foyer per ricordarlo. Come fondazione vogliamo tenere sempre alta l'attenzione sul suo nome e ci siamo messi al passo con i tempi realizzando un sito internet (ninotaranto.com, ndr) una pagina Facebook ed un canale YouTube».

Lara Sansone, proprio all'inizio della sua carriera ebbe la fortuna di lavorare accanto a Nino Taranto in uno dei suoi cavalli di battaglia, «Lo sposalizio» di Viviani: «La mia sarà una presentazione d'amore per un uomo e un artista che ho amato profondamente. Si, mi trovai anche in scena con lui nell'ultimo spettacolo in cui recitò, nel 1985, e io ero una bambina. Ho ancora impresso nella mente ogni particolare di quelle magiche rappresentazioni al Sannazaro, con in scena lui e mia nonna Luisa Conte. Pura magia teatrale. Le sue performance erano stratosferiche, sia nei panni del capraro che del professore di contrabbasso. Aveva il fascino del primattore, una eleganza innata, un approccio rigoroso con il teatro. Come persona era un grande, sempre gentile. Amico strettissimo di nonna Luisa, stavano molto spesso assieme e organizzavano cene a cui qualche volte da bambina partecipavo anche io. Mia madre Brigida ci è cresciuta a casa Taranto. Ma come non ricordare anche il suo Raffaele nell'altro capolavoro di Viviani Morte di Carnevale, che io vivevo da dietro le quinte. Accanto a lui, nei panni di Carnevale, c'era un altro attore immenso, troppo spesso dimenticato, il fratello Carlo».

Ospite della serata sarà anche Giacomo Rizzo, un attore di cui Taranto aveva grandissima stima: «Il nostro rapporto di amicizia nacque nel 1978, quando io recitai al Diana in Tre cazune furtunate di Scarpetta con la regia di Mico Galdieri. Lui venne a vederlo, poi mi contattò per farmi i complimenti e entrammo in contatto. Con Totò era stato uno dei miei ispiratori, poi ebbi modo di conoscerlo come uomo e si rivelò davvero una adorabile persona. Mi chiamò anche per farmi recitare accanto a lui in Caviale e lenticchie ma non trovammo l'accordo e saltò. C'era tra noi una certa differenza di età ma lui l'azzerava con il suo atteggiamento complice, mi permise di dargli del tu e ne fu felice».

L'evento, sponsorizzato dal Mattino, è andato sold out. 
Domenica 17 Febbraio 2019, 12:30 - Ultimo aggiornamento: 18 Febbraio, 14:32
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1 di 1 commenti presenti
2019-02-18 11:41:51
E dov'e' piu' Questa Napoli.....queste Genie che hanno fatto Grande la nostra Arte , come punto di riferimento di intere generazioni........mo' chi ci sta' ?

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