Percorsi di Vita: make-up, danza e psicologi per le donne operate di tumore al seno

Lunedì 28 Ottobre 2019 di Emanuela Sorrentino

In Italia 53mila donne ogni anno si ammalano di tumore al seno. Le percentuali di guarigione aumentano, così come la sopravvivenza, ma molto c’è da fare, anche in termini di supporto alle donne che affrontano la malattia e alle loro famiglie, e per garantire loro una migliore qualità della vita. 

La onlus Underforty Woman Breast Care ha presentato oggi al Comune di Napoli, con il benvenuto dell’assessore Raffaele Del Giudice, il progetto “Percorsi di Vita” che si prende cura delle donne operate al seno. Attraverso un questionario disponibile sul sito aperto a tutte le donne che combattono la malattia si raccolgono dati sui bisogni delle donne, sul loro relazionarsi in famiglia o al lavoro, su ciò che desidererebbero e così attraverso i dati raccolti si studiano i “Percorsi di Vita”, molti dei quali già in programma come: supporto psicologico di gruppo e individuale, educazione nutrizionale, sedute di make-up e dermopigmentazione, danza, arteterapia, cosmesi oncologica e fotografia terapeutica. A moderare la presentazione in sala giunta è stato il giornalista Raffaele Nespoli.

«Il nostro sistema sanitario a differenza di quello di altri Paesi non si occupa di offrire percorsi che garantiscano una migliore qualità della vita alle pazienti che affrontano la malattia, e invece si tratta di iniziative di cui c’è sempre più bisogno. Intervento e terapie curano il corpo, non l'anima», spiega il chirurgo oncologo Massimiliano D’Aiuto, coordinatore scientifico del progetto avviato con i ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma. «Con la onlus – precisa Maria Conte, presidente Underforty – visitiamo 5mila donne e nei casi in cui si affrota il tumore vediamo che queste pazienti ci chiedono supporto, ecco da dove è nata l’idea del progetto».

Terapie locali e sistemiche cambiano lo stile di vita della donna, la sua immagine esteriore, il suo rapportarsi con il partner, i figli, i familiari, i colleghi di lavoro. Ci si sente spesso fragili e sole, si cercano risposte sul web, si fanno paragoni con altri casi di tumore al seno. Con questo progetto, invece, si chiede di usare il web ma per compilare un questionario con le schede di impostazione del progetto realizzate da Ferdinando Poverino De Laureto. «Due gli ambiti di azione del progetto. Dopo la parte scientifica in anonimato con la raccolta dati - aggiunge Andrea Chirico, docente di Psicologia alla Sapienza - c’è la immediata parte pratica, con la possibilità di aderire a una serie di iniziative».

Tanti i partner che supportano il progetto e che consentono alle donne di avvalersi ad un prezzo accessibile di sedute psicologiche e tanto altro. Ma la onlus è in cerca di sponsor che possono affiancare questa corposa e importante iniziativa. 

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