Salone del libro, riflettori puntati sullo stand della casa editrice legata a Casapound

di Mario Ajello

Si avvicina il grande giorno dell’inaugurazione del Salone del libro, il primo con la partecipazione della casa editrice legata a Casa Pound e che ha pubblicato una monografia con Matteo Salvini. I riflettori sono tutti già accesi sullo stand dei “fascisti” per l’esordio giovedì 9 maggio. E il grido “ora e sempre Resistenza”, contro la casa editrice Altaforte, già rimbomba mentre si stanno concludendo i lavori di allestimento. Il gruppo di autori anti-fascisti” Wu Ming, storico Carlo Ginzburg e altre firme di sinistra per protesta non ci saranno o ci saranno in modalità critica e da partigiani. Tutti contro i casa-poundisti. Ma nel mondo della cultura c’è anche chi, nei social e nei commenti della vigilia della kermesse torinese, reagisce così alla censura ideologica.

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Elencando le case editrici che, colpevoli di aver dato alle stampe autori destrorsi o non ortodossi alla vulgata sinistrese, meriterebbero paradossalmente l’esclusione dal Salone: Mondadori e Neri Pozza (Ezra Pound), Corbaccio, Einaudi, Guanda (Céline), Feltrinelli (Mishima), Adelphi (Simenon), Il Mulino, Passigli e Sellerio (Drieu la Rochelle), Rizzoli (Berto). Oltre a queste potrebbero offendere la sensibilità della “comunità del Salone” anche gli editori che hanno dato alle stampe Maurice Barrès, Gottfried Benn, Leon Bloy, Jorge Luis Borges, Louis Ferdinand Céline, Emile Cioran, Paul Claudel, Benedetto Croce, Gabriele D’Annunzio. E si potrebbe continuare nel catalogo dei possibili esclusi. Anzi, no: sennò la grande fiera del libro diventerebbe molto piccola. Appuntamento a giovedì, e ci sarà da divertirsi intorno allo stand di Altaforte.
Lunedì 6 Maggio 2019, 11:53 - Ultimo aggiornamento: 06-05-2019 14:34
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