Super Green pass: multe su bus e treni, controlli difficili nei ristoranti. E nei bar si pensa ai lettori ottici

Sui mezzi di Trenitalia irregolarità nel 2% delle verifiche. I vescovi: a Messa meglio le Ffp2, controlli sul catechismo

Martedì 11 Gennaio 2022 di Emiliano Bernardini
Super pass: multe su bus e treni, controlli difficili nei ristoranti. E nei bar si pensa ai lettori ottici

Il primo giorno di controlli per le nuove regole entrate in vigore ieri è scivolato via tra multe, qualche malumore e diversi disagi. Le sanzioni (400 euro, in formula ridotta 280 euro pagabile entro cinque giorni) sono state elevate prevalentemente su bus e treni. Controlli a campione in tutta Italia che hanno portato, ad esempio, ad una decina di contravvenzioni a Roma e un paio a Torino. «Trenitalia ha effettuato controlli su oltre 10 mila persone e quelle identificate come persone che non avevano il Green pass rafforzato sono circa 200. Sono state allontanate o dalle piattaforme o, in due casi, dal treno».

Lo ha detto il ministro delle infrastrutture e della mobilità sostenibili Enrico Giovannini. «Siamo all’1,9% di allontanamento, una percentuale più bassa di quando è entrato in funzione il green pass ordinario, quando era il 3%». Situazione diversa per bar e ristoranti dove si sono riscontrate maggiori difficoltà legate alla mancanza di personale e ad attese più lunghe. In particolare le attività più piccole hanno difficoltà con il personale da adibire alle verifiche». Il motivo è anche collegato anche alle assenze di lavoratori che sono «contagiati o in quarantena» ha sottolineato il presidente della Fiepet Confesercenti di Roma Claudio Pica. Intanto la Conferenza episcopale italiana ha aggiornato le proprie indicazioni raccomandando la mascherina Ffp2 durante la Messa e specificando che i ragazzi sottoposti a sorveglianza con testing non potranno partecipare al catechismo. 

 


 

TRASPORTI. Contravvenzioni per le mascherine, disagi nelle metro

Controlli a tappeto in tutta Italia su bus, metro, treni e traghetti. La maggior parte delle multe sono state elevate perché i viaggiatori indossavano mascherine chirurgiche anziché le Ffp2 obbligatorie da ieri. Il punto debole restano le metropolitane dove i controlli avvengono prevalentemente in uscita. In generale non si sono riscontrate grandi criticità se non qualche malumore per i pochi viaggiatori non informati della novità e per le attese divenute più lunghe per via dei controlli. Una decina la multe fatte a Roma. La prima è stata fatta ad un passeggero di un autobus trovato sprovvisto di Super Green pass. L’uomo di 39 anni è stato fermato alla stazione Roma Termini ed è stato sanzionato dalla polizia locale di Roma Capitale.

Super pass necessario anche per attraversare lo Stretto di Messina dove si sono registrate lunghe file agli imbarchi. Intanto il governo ieri ha fatto una deroga per le isole minori prevedendo per tutti coloro che si devono spostare solo per motivi di studio e lavoro il possesso del Green pass base che si ottiene con un tampone. Sulla questione è intervenuto il sindaco di Messina Cateno De Luca che in una lettera al premier Draghi ha rimarcato: «Caro Presidente non mi costringa a bloccare lo stretto di Messina! Sono pronto a farlo subito se non cambiate la norma che avete fatto. Nessun Green Pass può violare la continuità territoriale con la Sicilia».

 

RISTORANTI. Con certificato  e smart working clienti in calo

Decisamente più agevoli i controlli nei ristoranti. La fine delle “vacanze” natalizie e lo smart working hanno fatto abbassare la domanda. Ecco perché la giornata di ieri è trascorsa senza troppe problematiche sui controlli. Ma l’entrata in vigore della certificazione rafforzata ha fatto perdere qualcosa in termini di clientela. A stimare gli effetti è Luciano Sbraga, vice direttore di Fipe Confcommercio: «Oggi considerando la fascia di età tra i 20 e i 69 anni ci sono in Italia 5,3 milioni di persone che non possono consumare in bar e ristoranti, né all’interno né all’aperto. Considerando per queste persone la frequenza di consumo che si applica normalmente, possiamo dire c’è una potenziale mancata domanda di 28-30 milioni di euro al giorno: 3 milioni per la colazione del mattino, 11 milioni per il pranzo al lavoro (panino, piatto caldo, ecc), e circa 14 milioni per la cena della sera. Quindi abbiamo in pratica per bar e ristoranti una perdita potenziale di incassi di 28-30 milioni di euro al giorno».

Nonostante le possibili perdite, il super green pass ha evitato di arrivare a delle vere e proprie chiusure, un’ipotesi che sarebbe stata ancora più drammatica per l’intero settore: «Vogliamo vedere il bicchiere mezzo pieno - ha aggiunto Sbraga - e allora pensiamo che comunque da oggi abbiamo sempre 46,5 milioni di italiani muniti di green pass e che quindi potranno consumare nei nostri locali e che quindi potremo restare aperti e lavorare».

BAR. Tra contagi e quarantene il problema è il personale. E si pensa ai lettori ottici

Super green pass sia per la consumazione al banco sia per quella al tavolo e niente più distinzioni per tavoli al chiuso o all’aperto. Insomma niente più tavolini all’aperto per i no vax, né il caffè al bar. I controlli da parte dei gestori e del personale di bar e ristoranti, ma anche punti ristoro di aeroporti o autogrill, sono avvenuti sempre con l’app Verifica C19 che è stata aggiornata e che consentirà la verifica del Qr code. I problemi principali però sono stati riscontrati proprio per la mancanza di personale soprattutto per i locali più piccoli. Il motivo è anche collegato anche alle assenze di lavoratori che sono contagiati o in quarantena. «Stiamo valutando di acquistare lettori automatici dei Green pass da mettere agli ingressi, che magari misurino anche la temperature».

In merito ai controlli Pica risponde: «Li stiamo facendo, certo qualcuno che non li fa ci sarà». Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano Monza e Brianza rimarca che il vero problema per i consumi è l’aumento dei contagi: “Tutti dobbiamo lavorare affinché non si verifichino più lockdown. Bene che tutto resti aperto e bene che si possa andare nei locali muniti di green pass. Se la contropartita è il rischio di chiudere ben venga il controllo del super green pass. È ovvio che a livello di gestione organizzativa si preferirebbe non dover fare i controlli - osserva - ma se dobbiamo mettere sul piatto della bilancia i rischi tra un’ipotesi di lockdown e un controllo di questo genere, verifichiamo il pass senza alcun problema». 

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 18:24 © RIPRODUZIONE RISERVATA