Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Alessandro Maja, il legale delle vittime: «Non sono omicidi d'impeto». Giallo su chi è entrato in casa dopo il delitto

Giovedì 12 Maggio 2022
Samarate, il legale delle vittime: «Non sono omicidi d'impeto». Giallo sugli chi è entrato in casa dopo il delitto

Non sarebbe stato uno scatto d'impeto quello per cui il geometra Alessandro Maja ha ucciso la moglie Stefania Pivetta, la figlia Giulia e ridotto in fin di vita il figlio Nicolò. A gettar luce sulle ragioni della strage compiuta nella villetta familiare in via Torino a Samarate (Varese) è Stefano Bettinelli, il legale della famiglia di Stefania Pivetta che ha precisato che «gli omicidi non sono scaturiti in occasione di una lite, questo è evidente». L'avvocato ha aggiunto che «sulle modalità precise attendiamo la relazione del medico legale in 60 giorni».  

«Maja ossessionato dai soldi»: indagini su possibili debiti pericolosi 

Maja non ha «mai avuto alcun problema psicologico o psichiatrico in passato» ed era tenuto in «grande considerazione dalla famiglia» ha detto l'avvocato, aggiungendo che negli ultimi tempi «era fissato, convinto di vivere in una situazione di imminente indigenza, che dai controlli che abbiamo effettuato non risulta affatto». Una circostanza che è emersa anche dalle testimonianze dei familiari, che hanno riferito agli inquirenti di aver notato un cambiamento nel comportamento di Maja nell'ultimo periodo.

 

L'uomo era diventato più taciturno, aveva detto di avere difficoltà a riprendere il ritmo degli affari pre-pandemia e aveva più volte chiesto alla moglie e ai figli di "risparmiare" preannunciando un futuro di estrema povertà. Preoccupazioni che non sembrano fondate dall'analisi dei conti dell'azienda eseguita dagli investigatori che non hanno rilevato particolari criticità. Sulla pista di possibili operazioni finanziarie spregiudicate o debiti al di fuori delle banche, con persone pericolose il legale attende le verifiche delle indagini: «Non è possibile se non con le indagini accertare situazioni di indebitamento che esulano i canoni di finanziamento ufficiali» ha detto l'avvocato.

Maja all'ospedale psichiatrico: «Non doveva accadere»

«Non mi capacito di come sia potuta accadere una cosa del genere, non doveva succedere». Sono queste le uniche parole pronunciate da Alessandro Maja dopo la strage. In carcere l'uomo ha tentato atti auto-lesionisti per questo è stato sedato e portato all'ospedale San Gerardo di Monza dove gli psichiatri stanno svolgendo accertamenti. Il suo stato è stato dichiarato incompatibile con la detenzione. 

Il giallo: chi ha violato i sigilli nella villetta dell'orrore?

Pochi giorni dopo il delitto qualcuno è entrato nella villetta in via Torino violando i sigilli posti dall'autorità giudiziaria. Un altro punto d'ombra in una vicenda i cui contorni sono ancora tutti da chiarire. «Non è stato portato via nulla di prezioso, è di certo un fatto singolare» ha detto l'avvocato Bettinelli, che ha ipotizza che l'atto potrebbe essere imputabile a un possibile «mitomane che entra con finalità macabre o altro» Anche su questo sono aperte le indagini. 

 

Ultimo aggiornamento: 13 Maggio, 16:45 © RIPRODUZIONE RISERVATA