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Agenzia delle Entrate, Sogei: «Nessun cyber-attacco o furto dati». Lockbit aveva chiesto un riscatto

Lunedì 25 Luglio 2022
Hacker, attacco all'Agenzia delle Entrate: furto di 78 giga di dati, chiesto il riscatto

Niente mega furto di dati all'Agenzia delle Entrate. La notizia, rimbalzata tre giorni fa su tutte le testate, era peraltro già stata smentita il giorno stesso dalla Sogei, la società de Tesoro che gestisce la piattaforma e la sicurezza del sistema informatico dell'Agenzia. A fare da grancassa anche le dichiarazioni della politica. Il leader della Lega, Matteo Salvini, ripubblicando la notizia chiedeva di «tornare alla sicurezza e alla difesa dell'Italia, da tutti i punti di vista».

E giù una valanga di commenti sui social. Ma in questo caso, almeno dalle ultime evidenze, parrebbe che la sicurezza dei dati dei contribuenti sia del tutto sicura, anche se i rischi di attacco, come per tutte le altre amministrazioni e società, non sono certo azzerati. Indaga comunque la Polizia Postale e indagano i pm romani. «I dati pubblicati questa settimana su alcuni media - si legge nella nota della società di informatica Gesis diffusa su internet - da quanto ci risulta non provengono da server dell'Agenzia delle Entrate ma da un nostro server che è stato oggetto di un recente tentativo di intrusione hacker finalizzato alla criptazione dei nostri file ed esfiltrazione di dati, con relativa richiesta di riscatto».

Proprio il meccanismo che viene riconosciuto dagli esperti del cybercrime per LockBit, un gruppo di hacker che operano a livello mondiale nelle attività di ramsonwere, vicini, a quanto si dice, alla Russia. Ma questa volta il tentativo di ricatto (5 milioni o pubblicavano i dati) non avrebbe funzionato. L'aggressione, prosegue Gesis, «ha avuto esito negativo, in quanto i nostri sistemi di backup e di antintrusione hanno evitato qualsiasi perdita di dati».

 

Ultimo aggiornamento: 28 Luglio, 11:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA