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Basma Azfaal scomparsa, il mistero del secondo cellulare: «Domenica sera si è acceso per pochi secondi»

Giovedì 9 Giugno 2022 di Marina Lucchin
L'ultimo accesso di Basma (screenshot da Rai Tre)

GALLIERA VENETA - Come se fosse una stella cadente che brilla nella notte per un solo istante, così il cellulare di Basma Azfaal è stato acceso per una manciata di secondi cinque giorni dopo la sua scomparsa. Chiunque possieda il numero di telefono della 18enne pachistana residente a Galliera, domenica alle 22.58 ha visto che l’utenza Whatsapp della giovane si è connessa: l’ultimo accesso è proprio di quattro giorni fa. Vuol dire che la ragazza, o chiunque abbia in mano il suo telefono, l’ha acceso. Ma quale telefono? Sì, perchè gli inquirenti hanno scoperto che Basma aveva due numeri e due cellulari. E sono anche tante altre le domande che restano senza risposta: la 18enne porta con sé tanti segreti, contatti, sentimenti, amicizie e confidenze di cui la sua famiglia non sa nulla.

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LA FAMIGLIA

Dopo essere stato ascoltato per un paio d’ore dai carabinieri, appena tornato in Italia dal Pakistan, il papà della ragazza, Mohammad Afzaal, ieri ha lanciato un video-appello, nella sua lingua madre: «Basma, contattaci. Siamo tutti preoccupati e disperati, stiamo davvero male senza di te. Vogliamo sapere dove sei e come stai. Tua madre sta troppo male, non mangia da giorni. Ti prego facci sapere qualcosa, ti stiamo aspettando, torna a casa».

LE INDAGINI

Sembra che la giovane conducesse una doppia vita: quella a Galliera, con i genitori, e quella a Castelfranco, dove studiava al professionale Lepido Rocco. È nella cittadina trevigiana che la ragazza aveva tutte le sue amicizie. E sono state proprio due compagne di classe, sostenute da un’insegnante, che avrebbero raccontato ai carabinieri di Castelfranco che la ragazza scappa da un matrimonio combinato che il padre avrebbe organizzato proprio durante la sua permanenza in Pakistan nelle ultime settimane. Fatto che però Mohammad Afzaal ha smentito ai carabinieri: «Matrimonio? Non l’ho costretta a fare niente».

LE BUGIE

Basma diceva alla madre che andava a scuola. Ma dalle ultime indagini è emerso che la giovane aveva saltato più di qualche giornata in classe e che, oltretutto, le lezioni erano sospese per consentire agli studenti di preparare gli esami. Per passare il tempo, la giovane si sedeva ai tavolini del bar Roma, dove il titolare l’avrebbe vista per più giorni fare delle lunghe videotelefonate. Videotelefonate che Basma faceva da tempo, sia in classe, sia nell’hotel Due Mori di Cittadella dove aveva fatto uno stage per due mesi qualche tempo fa. I compagni di scuola e i colleghi raccontano che passava anche ore parlando nella sua lingua madre con vari interlocutori. «A volte erano anche videochat di gruppo» assicura Giovanni, un dipendente dell’albergo. È molto probabile che la ragazza, dunque, non se ne sia andata con soli 20 euro in tasca, come aveva detto all’inizio il cugino Shaheer Muhammad, che per primo aveva lanciato l’appello social denunciando la scomparsa della diciottenne. Basma, infatti, avrebbe avuto qualche risparmio messo da parte, proprio mentre lavorava nell’hotel. E poi ci sono i due telefonini, i due numeri di telefono, i due profili Instagram, anche se pare che utilizzasse quello di una cugina residente a Londra per parlare con quello che forse è il ragazzo con cui è fuggita, probabilmente all’estero. Una fuga che sarebbe stata preparata da tempo anche grazie all’aiuto di una compagna di classe. La procura di Padova ha aperto un fascicolo per indagare sulla scomparsa della giovane donna. Il pm Roberto Piccione, che coordina il lavoro dei carabinieri di Padova e Treviso, non esclude alcuna pista, anche se tutto pare portare alla fuga volontaria. 

Ultimo aggiornamento: 10 Giugno, 08:58 © RIPRODUZIONE RISERVATA