Carlotta morta a Mykonos, la polizia: troppo vecchie le auto prese a noleggio

Lunedì 27 Luglio 2020 di Egle Priolo
Carlotta morta a Mykonos, la polizia: troppo vecchie le auto prese a noleggio

Tragedia a Mykonos, per la morte in vacanza della 18enne perugina Carlotta Martellini la polizia greca non ha dubbi: i primi a finire nel mirino dell’inchiesta sono i responsabili dell’autonoleggio. Della struttura che ha affittato le due jeep scoperte su cui viaggiavano Carlotta e le sue sette amiche quando si sono schiantate sugli scogli all’alba di venerdì al ritorno dalla discoteca. Perché in quel contratto di noleggio sarebbero troppe le cose che non vanno. Prima di tutto l’età delle ragazze: tutte appena maggiorenni, in vacanza per festeggiare la maturità, e quindi neopatentate. Secondo le norme che regolano questo tipo di attività, in Grecia non è possibile affittare auto a minori di 21 anni. 

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A meno di pagare un sovrapprezzo, consentito a chi non ha ancora festeggiato i 25 anni, ma comunque ci vuole una patente valida da almeno 12 mesi. Un’informazione che si trova su qualsiasi guida di viaggi in Grecia, dove un’auto in affitto – soprattutto sulle isole – è il mezzo migliore per una vacanza in totale libertà. E il limite con il sovrapprezzo è proprio determinato dalla più alta possibilità di avere incidenti. Ma non solo. Secondo quanto trapela da chi sta seguendo da vicino le indagini, le norme prevedono restrizioni anche per le caratteristiche dei mezzi noleggiati, per esempio la loro “anzianità”. In altre parole, se le auto sono troppo vecchie, non si possono affittare a nessuno e l’azienda è tenuta ad aggiornare periodicamente il proprio parco macchine.

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Dal numero delle targhe, invece, occhi ben accorti hanno notato come le due jeep potrebbero essere troppo in là con gli anni: da qui le indagini su modelli e immatricolazioni della polizia. Che comunque acquisirà anche l’ultimo video postato da Carlotta poco prima del terribile incidente che l’ha fatta sbalzare fuori dall’abitacolo scoperto per finire addosso alla costiera rocciosa. In quelle immagini c’è tutta la gioia della vacanza, il divertimento tra amiche ormai prossime a rientrare in Italia.
 

Ma le risate per la manovra effettuata da chi sedeva sul sedile del passeggero evidenziano anche una limitata lucidità nel gestire l’eventuale l’imprevisto. Perché ancora non è del tutto chiaro cosa sia successo dopo, uscite da quella curva sulla provinciale Agios Stefanos-Fanari. Con la prima jeep – su cui viaggiava, seduta sul sedile posteriore, Carlotta – precipitata sugli scogli dopo la curva e la seconda con a bordo altre quattro giovani che finisce sulle rocce prima di una spiaggia. Tutte le ragazze sono rimaste ferite anche se in modo non grave, come ribadito (dopo le prime cure nel centro sanitario di Mykonos) dalla visita in pronto soccorso a Perugia. Perché tutte sono rientrate lo stesso giorno della tragedia, sotto choc, incapaci di dare una spiegazione precisa sulla dinamica dell’incidente. Troppi pianti, troppi non ricordo, troppi non è possibile.
 

 

Mentre il papà di Carlotta è partito per Mykonos, dove è necessaria la sua presenza per riportare a casa il corpo della ragazzina: per oggi sono attese novità. Inimmaginabile il suo strazio e il suo dolore. O cosa stia provando la mamma rimasta nella casa di Corciano a piangere quella principessa che non c’è più. Niente riporterà Carlotta indietro, alla sua casa, alla sua festa di compleanno. Impossibile riavvolgere il nastro dai suoi festeggiamenti poco prima di partire per Fiumicino fino a quell’ultimo viaggio dal Tropicana. Niente la riporterà indietro. Ma capire cosa sia successo magari sarà d’aiuto alla sua famiglia. Freddata in una pausa di dolore a quella telefonata delle sette di venerdì. 
 

Ultimo aggiornamento: 17:14 © RIPRODUZIONE RISERVATA