Covid, il nuovo balzo della mortalità in autunno: al Nord +75%, a Roma la crescita è del 58%

Sabato 28 Novembre 2020 di Michela Allegri

Sono i dati, i numeri messi nero su bianco nel rapporto del ministero della Salute, a fotografare l’autunno terribile della pandemia da coronavirus in Italia. Con un trend in triste e stabile crescita che riguarda i decessi e che racconta come nell’anno del Covid la mortalità sia nettamente superiore rispetto alle aspettative. Solo nelle prime due settimane di novembre la mortalità è salita del 75% al Nord e del 45% al Centro Sud. E nella Capitale si è registrato un +58% rispetto agli anni scorsi. 

Emerge dall’ultimo report “Andamento della mortalità giornaliera nelle città italiane in relazione all’epidemia di Covid-19”, curato dal ministero della Salute e dal Centro Nazionale Prevenzione e controllo Malattie. Già in ottobre l’incremento registrato era significativo: +22% a Nord e +23% al Centro-Sud. In prima linea, al Nord, ci sono Torino, Genova e Milano, mentre al Centro Sud troviamo Roma, Bari e Palermo. E dalla fine di ottobre l’aumento riguarda anche Bologna, Firenze, Perugia, Cagliari e Catania. Dall’1 al 15 novembre i numeri sono praticamente raddoppiati. A Bolzano, addirittura, si è registrato un +112% rispetto alla media di decessi calcolata nei 5 anni precedenti, mentre ad Aosta un +120%, con 33 morti effettive contro le 15 previste. In ottobre l’aumento dei decessi era stato a Bolzano del 30% rispetto ai cinque anni precedenti, mentre a Trento del 36%. Bisogna però sottolineare che nelle città più piccole la mortalità risente molto delle fluttuazioni casuali, quindi le percentuali devono essere interpretate con cautela. 

 

Per capire quale sia la situazione basta dare un’occhiata ai numeri in progressione. Dal report del ministero emerge che se in settembre a Roma i decessi totali sono stati 1.944, 163 in più rispetto alle aspettative, in ottobre il numero è schizzato a 2.570, con 579 morti in più rispetto alle previsioni, facendo registrare un +29%. Ma nei primi 15 giorni di novembre - quindi considerando solo metà mese - nella Capitale ci sono state addirittura 1.566 morti, 572 in più rispetto a quelle che erano state previste. A Milano in settembre le cose erano andate meglio: 49 morti in meno rispetto alle previsioni. Ma in ottobre i dati sono drasticamente cambiati: 178 decessi in più. Ne erano stati previsti 962 e invece sono stati 1.140. Nelle prime due settimane di novembre ancora peggio: mentre si attendevano 466 decessi, ne sono stati registrati 849. In percentuale è un +83%. Non va meglio a Torino, dove in ottobre ci sono state 227 morti in più rispetto alle previsioni e la stessa forbice, nelle prime due settimane di novembre, si è allargata fino a +362: addirittura +111%. In novembre i numeri sono pesanti anche a Genova (+96%, contro un +33% dell’intero mese di ottobre) e a Palermo (+67%, rispetto al 27% del mese precedente). 

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Al Nord l’incremento dei decessi si osserva in tutte le classi di età, anche se il trend in netto aumento riguarda i più anziani (75-84 e soprattutto più di 85 anni), mentre al Centro Sud c’è una netta riduzione delle morti nella classe di età che va da 0 a 64 anni. 

Analizzando il trend da febbraio a novembre emerge che al Nord il picco di mortalità si è avuto nell’ultima settimana di marzo. Da quel momento la curva è stata discendente, con un andamento discontinuo tra giugno e agosto. Dalla settimana del 3 ottobre, invece, i numeri hanno iniziato a crescere, non solo nelle regioni del Nord, ma anche in quelle del Centro Sud. 
 

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