Diabolik, sequestrati due pc: qui e nei telefoni il nome di chi gli ha teso l'agguato

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Sequestrati anche due personal computer di Fabrizio Piscitelli, alias Diabolik, tra gli oggetti acquisiti nell'ambito delle indagini sulla morte dell'ultras della Lazio, ucciso lo scorso 7 agosto nel parco degli Acquedotti a Roma. Nel frattempo è stato di nuovo sentito l'autista cubano che era con Piscitelli, ma al momento non avrebbe fornito elementi utili.

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L'uomo, che è stato sentito più volte dagli inquirenti, non era in macchina al momento dell'omicidio ma siedeva sulla panchina a fianco alla vittima quando Piscitelli è stato raggiunto alla nuca dal proiettile del killer. L'autista lavorava per 'Diablo' da circa dieci giorni, in sostituzione di un'altra persona.

Le indagini, coordinate dalla Dda di Roma, potrebbero subire un'accelerazione dopo l'analisi dei tabulati telefonici, per ricostruire la rete di contatti di 'Diabolik', da cui potrebbero emergere dettagli su chi aveva dato appuntamento alla vittima nel parco degli Acquedotti, tendendogli poi l'agguato. Oltre ai due pc che Diabolik aveva in casa, gli investigatori passeranno al setaccio anche i contenuti dei tre cellulari della vittima, ancora bloccati da pin finora sconosciuti. Sulla cause dell'omicidio gli inquirenti al momento non escludono alcuna pista.
Martedì 13 Agosto 2019, 14:43 - Ultimo aggiornamento: 13-08-2019 22:15
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