Gentiloni e Delrio sull'A3 incompleta:
«Se inaugurano non la finiranno mai»

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di Serafina Morelli

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COSENZA «L’ultimo cantiere sarà completato entro il 22 dicembre». E domani il presidente dell’Anas, Gianni Vittorio Armani, insieme al presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, e al ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, ha organizzato un viaggio in autobus lungo la Salerno-Reggio Calabria per mostrare dal vivo la «nuova autostrada, che dal prossimo anno diventerà una smart road, e chiudere con un’epoca durata più di cinquant’anni». Promessa mantenuta questa volta, dopo anni e anni di ritardi e annunci di fine lavori poi slittati, anche senza la presenza dell’ormai ex presidente del Consiglio. «Ce ne faremo una ragione», ha ribadito nei giorni scorsi Armani che, per evitare ulteriori polemiche, ha precisato che «noi il 22 dicembre completiamo la A3». Ma all’appello mancano ancora 58 chilometri del tratto calabrese. Secondo il segretario nazionale Fillea Cgil, Antonio Di Franco, «il punto è che domani finiranno tutti i cantieri in esecuzione, ma non gli altri. In questo modo non è stata terminata la messa in sicurezza della Salerno-Reggio Calabria. Dire che si inaugura il 22 dicembre, significa che hanno deciso che l’autostrada non verrà finita. Ecco perché non condividiamo tutta questa enfasi». 

A3 incompleta - Tre lotti infatti non risultano più in progettazione e sono rientrati nei tratti interessati dal piano di manutenzione. Sono i 21 chilometri del tratto che va da Morano Calabro a Firmo (dal km 185 al km 206+500), 26 chilometri dallo svincolo di Cosenza Sud fino a quello di Altilia Grimaldi (dal km 259+700 al km 286) e 11  da Pizzo Calabro a Sant’Onofrio (dal km 337+800 al km 348+600). I primi due lotti erano stati segnalati – su una tabella riportata sul sito dell’Anas – come tratti in progettazione definitiva, mentre per la zona del vibonese l’Anas specificò che la gara era stata aggiudicata e il contratto stipulato in data 8/4/2010.

«Oggi di tutto quello che era stato previsto non c’è più niente», specifica il sindacalista della Fillea Cgil: «Il Decreto Sblocca Italia e la Legge di stabilità del 2014 avevano previsto un intervento finanziario importante per riammodernare quelle tratte. Con il vecchio progetto servivano poco più di due miliardi. Erano state annunciate le risorse per i cantieri di Altilia-Grimaldi, erano partite le gare di centinaia di milioni di euro. Tutta quella partita lì oggi non c’è più perché con la revisione del progetto si è deciso di fare altro». È venuto meno proprio il tratto di collegamento «tra l’area urbana della provincia più grande della Calabria con l’aeroporto di Lamezia Terme e con la sede della Regione Calabria. Un’area strategica, ad alto traffico e per noi, quella strozzatura, non significa aver dato una mano allo sviluppo della nostra terra, considerando che la Calabria non ha una viabilità alternativa alla Salerno-Reggio». Non dimenticando poi che sul tratto Cosenza-Rogliano (che oggi rientra tra quelli non ammodernati) «ci fu una frana nel 2009 dove morirono due persone». 

«Negli ultimi anni si è fatto un grande lavoro sulla A3, c’è stata un’accelerazione importante: questo è un punto che nessuno può negare – ammette Antonio Di Franco -. È stato fatto uno sforzo importante, una sfida che tutti hanno accettato: i lavoratori, le associazioni sindacali, le imprese, le istituzioni. Però è una cosa diversa dire che il 22 inauguriamo una A3 sicura, moderna o che, dopo aver aspettato tanti anni, consegniamo una strada che può servire realmente allo sviluppo industriale della Calabria. Non possiamo dirlo perché non è così».

Fallito con il passare degli anni l’impegno dei finanziamenti, rimane dunque il problema dei 58 chilometri. E non c’è traccia «dei tre miliardi di euro – spiega il consigliere regionale Carlo Guccione – necessari per completare definitivamente questa importante arteria. È paradossale che, dopo aver speso oltre dieci miliardi di euro per i lavori sull’A3, resti la carreggiata degli anni Settanta. Non si possono far passare I lavori di manutenzione come ammodernamento». Oggi «possiamo affermare senza paura di essere smentiti che la grande via del traffico e del lavoro è ancora oggi soltanto un sogno. Hanno impiegato meno tempo a costruire le Piramidi in Egitto che a completare la Salerno-Reggio Calabria. Il primo cantiere fu aperto oltre mezzo secolo fa». Domani dunque si terrà la festa del completamento: tagli del nastro, cerimonie e sfilate istituzionali. Ma terminate la festa il rischio è che, come già avvenuto in passato per tratti inaugurati o addirittura completati in anticipo rispetto ai termini contrattuali, gli automobilisti si troveranno di nuovo a dover fare i conti con nuovi cantieri, slalom, restringimenti di carreggiata. In attesa di una totale messa in sicurezza di quella che è stata definita dal New York Times l’emblema del «fallimento dello Stato italiano». 
Mercoledì 21 Dicembre 2016, 18:13 - Ultimo aggiornamento: 22 Dicembre, 09:28
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